L’AQUILA – È morto all’Aquila, al termine di una lunga malattia, Mauro Zaffiri.
Storico esponente della sinistra, il suo nome è da sempre legato al mondo della palla ovale.
“Nella tua vita ne hai vinte tante di battaglie, su tanti fronti. Sei nato con la palla ovale in mano, e il rugby è stato da sempre la tua passione spassionata, il tuo amore sconsiderato, uno dei tasselli più importanti della tua vita”, si legge sulla pagina Facebook dell’Aquila rugby, di cui era presidente.
“C’è un solco per L’Aquila, l’Abruzzo e l’Italia ovale: è quello che hai contribuito a tracciare con passione e coraggio, con la determinazione, la grande competenza e la veracità per le quali eri noto a tutti. Sei, ed eri già, la storia del rugby in questa città”.
“Perché tutti in città conoscono Mauro Zaffiri – prosegue il messaggio di cordoglio – perché hai attraversato e guidato le generazioni con la tua lucidità brillante e il tuo cuore immenso, con la generosità che ti ha sempre contraddistinto”.
“Stasera te ne sei andato con la semplicità, che ha sempre guidato come un faro la tua vita. E tutti noi abbiamo perso un compagno di avventura e un fratello. Che la terra ti sia lieve, presidente”.
“Mauro per questa città è stato tanto: la radio, i concerti, gli eventi, il Cica Cica Bum, la politica, L’Aquila per la vita, il rugby – ha ricordato il sindaco, Pierluigi Biondi, su Facebook – Per Mauro questa città era tutto: una passione viscerale e tumultuosa, come una malattia. Una malattia che s’è dovuta presentare in due tempi per abbattere un leone come lui. Dopo tanta fatica adesso riposa in pace, amico mio. Un abbraccio ad Antonella, moglie devota e paziente, e a Maurizio e Giulia, figli fatti della stessa pasta”.
“Ero una studentessa del liceo quando entrai nella Fgci di cui lui era segretario – ricorda in una nota la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane – Lo conosco da una vita. Anni di lotte, manifestazioni, grandi fermenti, politica ed impegno civile. Una mente acuta, innamoratissimo della sua città. Poi il terremoto ed il suo impegno dentro i comitati e sempre tra politica e rugby. Con Mauro ci si abbracciava con energia e si rideva, per poi magari discutere animatamente e senza ipocrisie ed omertà. Un uomo speciale. Un pezzo della mia vita e della mia esperienza politica. Sapevo della sua malattia e ammiravo la sua resistenza. Non ce l’ha fatta purtroppo. Mauro ha passato la palla. E noi lo piangiamo”.






