L’AQUILA – Gli appassionati aquilani di palla ovale sono delusi delle prestazioni dell’Aquila Rugby, che ha racimolato quattro sconfitte di fila nel campionato d’Eccellenza.

Dopo l’ennesima legnata anche Galileo Fattori, figlio del fondatore del rugby all’Aquila, il leggendario Tommaso a cui è intitolato lo stadio, non si dà pace e ha voluto dire la sua.

”Sabato scorso – racconta – alcuni tifosi all’uscita mi hanno detto che mio padre e altri compianti atleti e dirigenti neroverdi si stanno rivoltando nella tomba, perché quello che si vede oggi in campo non è bello. Giocatori senza anima e, soprattutto, non all’altezza”.

”Tanti ex neroverdi – prosegue Fattori – non vengono più allo stadio perché si metterebbero a piangere a vedere come giocano i loro successori.  E sabato ho pianto pure io. Ma la disperazione non è solo degli ex giocatori, ma di tutta la città. Contro il Petrarca sugli spalti erano presenti solo 50 tifosi aquilani, contro i 30 del Padova. Si può dire che erano di più i sostenitori atalantini che sono gemellati con L’Aquila Rugby che i miei concittadini. Insomma stiamo scivolando verso la fine”.

Poi Fattori Jr. lancia una provocazione.

”Forse è meglio non andare sabato a Viadana – afferma – perché è meglio perdere a tavolino che prendere un’altra ’mucca Carolina’ (espressione per quando si perde con 50 punti realizzati dagli avversari, ndr). Quando mai L’Aquila ha permesso all’altra formazione di farle 50 punti? Quest’anno è successo più volta. Probabilmente era meglio quando il rugby era ’pane e frittata’ non adesso con l’arrivo di giocatori che prendono stipendi e che hanno tutte le comodità che in altri tempi non c’erano”.

”Mi sento offeso con chi ha composto la squadra e si riempe la bocca con il nome dell’Aquila Rugby”, conclude Fattori.