L’AQUILA – “La Technolabs chiede aiuto le istituzioni latitano”. Questa la denuncia lanciata dai lavoratori di Technolabs, l’azienda aquilana leader nello sviluppo e vendita di hardware per networking, wireless e wireline che da tempo sta vivendo un periodo di grande crisi occupazionale.

Oggi si è tenuta un’assemblea aperta proprio per chiedere ancora aiuto alle istituzioni, giudicate “assenti” nonostante gli inviti da parte delle Rappresentanze sindacali unitarie.

Proprio i sindacati hanno presentato un quadro preoccupante, con 130 lavoratori assunti con la formula “training on the job”, che l’azienda garantisce fino al 17 settembre.

“Dopo tale data – afferma Raoul Giorgi della Rsu dell’azienda – non sappiamo cosa sarà di questi lavoratori. In questo momento non ci sono commesse quindi l’azienda non sa se potrà continuare a pagarli”.

I dipendenti che rischiano di tornare in cassa integrazione, comunque, non stanno pesando eccessivamente sulle casse aziendali, dato che la formula “training on the job”, prevista dal decreto “salva crisi”,  stabilisce proprio che la Technolabs paghi solo la differenza tra la cassa integrazione percepita dal lavoratore e lo stipendio.

“Vogliamo innanzitutto – sottolinea Giorgi – che si giochi a carte scoperte. Se c’è la possibilità per questa azienda di avere nuove commesse vorremmo essere informati, ma questa volta vogliamo impegni seri”.

Infatti, attaccano i rappresentanti, la promessa di alcune grande aziende tra cui Telecom, che in seguito al sisma del 6 aprile 2009 avevano annunciato di voler destinare l’1 per cento del loro fatturato ad aziende del “cratere” non è stato ancora attuato. “Inoltre – continua Giorgi – la politica è terribilmente in ritardo nella definizione di alcuni parametri fondamentali”. Come per esempio la questione dell’istituzione della “zona franca”.

Le Rsu mantengono poi le proprie posizioni per quanto riguarda i circa 40 esuberi che l’azienda prevede anche nel caso di nuove commesse. “Vogliamo la garanzia che lo stato occupazionale rimanga quello attuale – afferma Giorgi – altrimenti è inutile per noi impegnarci”.

All’assemblea di oggi erano presenti solo Giovanni Lolli (Pd), Giovanni d’Amico (Pd, vice presidente del Consiglio regionale) e l’assessore al Lavoro del Comune dell’Aquila, Marco Fanfani. Quest’ultimo si è impegnato a convocare un tavolo istituzionale alla presenza delle istituzioni.

Intanto per il 14 è previsto un incontro con i vertici aziendali, durante il quale Giorgi spera di “ottenere risposte. Costatata poi l’irreperibilià dell’assessore regionale allo Sviluppo economico e innovazione, Alfredo Castiglione – conclude – abbiamo preso l’impegno con i lavoratori di organizzare un incontro a Pescara, alla sede regionale”.

D’AMICO: ”CI VUOLE UN CONFRONTO IMMEDIATO”

L’AQUILA – “Ho partecipato questa mattina all’assemblea dei lavoratori della Technolabs spa dell’Aquila, nella quale, sebbene la Giunta fosse invitata, nessun rappresentante era presente”.

A dichiararlo è il vice presidente del Consiglio regionale, Giovanni D’Amico, che ha inviato una lettera agli assessori regionali Alfredo Castiglione e Paolo Gatti, al Presidente della Provincia Antonio Del Corvo e al sindaco del capoluogo Massimo Cialente.

Nella lettera, D’Amico scrive: “Mi sono assunto l’impegno, su richiesta dell’assemblea, di chiedere un immediato confronto con i rappresentanti sindacali e le istituzioni di riferimento al fine di valutare con la massima urgenza il quadro di sostegno al sito produttivo aquilano, attraverso tutte le iniziative pubbliche neccessarie. Vi prego, pertanto, di voler fissare con sollecitudine un incontro con garanzia della vostra personale presenza”.