L’AQUILA – “Voglio denunciare pubblicamente le gravi disfunzioni in corso presso l’Ufficio Stranieri del Comune dell’Aquila, dove numerosi cittadini stranieri, regolarmente presenti sul territorio, si trovano ostacolati nell’ottenimento della residenza anagrafica. Un diritto fondamentale che rappresenta l’accesso a servizi essenziali quali la carta d’identità, l’apertura di un conto corrente, un’assunzione lavorativa o la stipula di un contratto di affitto o la possibilità di effettuare un ricongiungimento familiare”.
Lo scrive, in una nota, il consigliere comunale di Avs Lorenzo Rotellini, che spiega: “L’ultimo episodio risale al 19 febbraio scorso, come riportato dalla stampa: un cittadino migrante ha presentato una richiesta completa per l’iscrizione anagrafica, corredata di tutta la documentazione richiesta. In base all’art. 7 del D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223, il Comune avrebbe dovuto concludere il procedimento entro 45 giorni. Eppure, a oltre due mesi di distanza, non solo l’iter risulta ancora sospeso, ma al momento della richiesta della carta d’identità all’interessato è stato comunicato che la sua residenza ‘non risulta inserita’ e che ‘la pratica non è agli atti’, nonostante sia provato l’invio tramite PEC”.
“Purtroppo, non si tratta di un caso isolato. Decine di migranti – molti dei quali ospiti nei centri di accoglienza locali – segnalano ripetuti rifiuti o rinvii, informazioni vaghe o contraddittorie, carenze di personale e, fatto ancora più grave, l’assenza di operatori in grado di comunicare in lingua inglese. È inaccettabile che in un ufficio pubblico non sia garantita la possibilità di dialogo con persone appena arrivate in Italia, le quali si trovano spesso di fronte a comunicazioni in dialetto locale, rendendo incomprensibili le procedure da seguire e i propri diritti”.
“Fino a poco tempo fa esisteva una prassi efficiente e consolidata tra i centri di accoglienza e l’Ufficio Anagrafe, che prevedeva l’invio telematico delle richieste tramite PEC. Questo sistema permetteva ai migranti di recarsi fisicamente in Comune solo al termine della procedura, per il ritiro dei documenti. Una modalità che garantiva trasparenza, rapidità e rispetto dei diritti. Oggi, inspiegabilmente, tale procedura è stata abbandonata, aggravando ulteriormente la condizione di persone già in situazioni di vulnerabilità”.
“Chiedo all’Amministrazione Comunale di intervenire con urgenza per porre fine ai disservizi riscontrati. È indispensabile garantire la presenza di personale formato e in grado di comunicare in lingua inglese, affinché gli utenti stranieri possano comprendere e seguire correttamente le procedure. Ritengo inoltre necessario ripristinare modalità operative più semplici ed efficaci, come l’invio telematico delle domande, e vigilare sul rispetto dei termini di legge per l’iscrizione anagrafica”.
“Questa situazione rappresenta una ferita per l’immagine della città dell’Aquila, che non può e non deve tollerare discriminazioni di natura istituzionale. Difendere il rispetto della legge, dei diritti fondamentali e dell’uguaglianza è non solo una questione amministrativa, ma un dovere morale per ogni comunità democratica”, conclude.





