L’AQUILA – Dopo la “morte” annunciata lo scorso marzo, è tornato a sorpresa all’Aquila il popolo delle carriole in versione “mignon”, con circa 30 persone per una nuova azione simbolica di pulizia del capoluogo abruzzese: a 30 mesi dal terremoto l’obiettivo del movimento è stata la pulizia dalle erbacce della cinta muraria, edificata tra il 1275 e il 1316, in viale XXV aprile.
L’operazione è stata compiuta sotto una fitta pioggia dopo aver mangiato una torta su una grossa pietra che si è staccata dalle mura ed è rotolata sul marciapiede durante il terremoto del 6 aprile 2009, per ricordare la situazione di stallo nella quale verte la ricostruzione del centro storico dell’Aquila.
“Questa mura sono la grande ricchezza della nostra città – ha detto un componente del movimento, Antonio Gasbarrini – le dobbiamo riscoprire come stiamo facendo, ce ne dobbiamo riappropriare perché hanno un valore non solo simbolico ed estetico, ma un valore di lavoro. Tutta questa vegetazione che vi è cresciuta attorno e che le sta disgregando è un occasione di lavoro e quindi bisogna mobilitarsi per ridare luce, vita e anima al nostro passato, cioé ricominciare dalle mura per poi tornare in centro”.
Su un cartello affisso dai manifestanti nell’area ripulita si legge: “La nostra pacifica ricostruzione. Anche il popolo delle carriole aquilano sta ricostruendo barricate etiche e civili contro le fameliche cricche nazionali, regionali e locali”.






