L’AQUILA – “Per una risonanza magnetica al cervello e al tronco encefalico all’ospedale ‘San Salvatore’ dell’Aquila, bisogna aspettare il 25 giugno 2020”.
È quanto si è sentito rispondere un ragazzo aquilano di 23 anni che nei giorni scorsi si è recato al Cup (Centro Unico Prenotazioni) per prenotare l’esame.
Il giovane ha spiegato ad AbruzzoWeb che qualche anno gli è stato diagnosticato “un adenoma ipofisario, una lesione benigna che, però, deve essere tenuta sotto controllo, bisogna monitorare l’eventuale crescita, ecco il motivo della risonanza. Non avevo grandi pretese, ma aspettare oltre 10 mesi mi sembra assurdo, ho diritto alla cura e alla salute anch’io. È vergognoso”.
La denuncia arriva all’indomani della nomina del nuovo direttore generale della Asl Avezzano-L’Aquila-Sulmona, Roberto Testa, ufficializzata ieri nel tardo pomeriggio dal presidente della Regione, Marco Marsilio di Fdi.
Il 23enne, tra l’altro, non ha potuto pagare in anticipo l’esame perché “mi è stato detto che è ancora presto per poter pagare controlli e visite prenotate per il prossimo anno”.
Si tratta soltanto dell’ennesimo caso legato alle liste di attesa e ai tempi, il più delle volte “non ragionevoli”, della sanità pubblica: qualche giorno fa, un lettore di AbruzzoWeb ha segnalato che per un ecocolordoppler delle carotidi bisogna attendere addirittura il 20 ottobre 2020.
“Questa è la prova di come la sanità pubblica, in realtà, favorisca quella privata: per fare il controllo in tempi ragionevoli, dovrò recarmi presso un privato e devo anche dirmi fortunato perché ho la possibilità di farlo, o meglio i miei genitori mi daranno una mano. Molte persone magari non hanno la possibilità in un preciso momento della loro vita e non è assolutamente accettabile dover aspettare così tanto”, ha aggiunto l’aquilano.
L’adenoma ipofisario, si legge sul sito dell’Airc (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), costituisce il 10 per cento di tutti i tumori intracranici, con una prevalenza di circa 70-100 casi per 100 mila individui: si tratta quindi di una patologia relativamente rara.
Sono presenti nella popolazione generale in circa 200 casi per milione di persone, mentre i carcinomi ipofisari, di natura maligna, descritti nella letteratura scientifica internazionale sono appena sopra il centinaio.
Il problema delle liste di attesa è atavico ed è stato al centro di tutti i programmi, i piani e le strategie di tutti i governi abruzzesi, che hanno provato in diversi modi ad arginarlo.
Ultimo tentativo, in ordine di tempo, è il finanziamento, disposto dall’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, di 2 milioni di euro per l’assunzione di personale, da utilizzare nel corso del 2019 da destinare esclusivamente alle discipline oggetto del programma di riduzione delle liste, e altri 7 milioni e 600 mila euro per il triennio 2019-2021, da destinare alla riduzione delle liste di attesa, che verranno messi a disposizione dallo Stato, una volta approvati i relativi decreti attuativi.
La Asl di Teramo ha deciso di effettuare visite ed esami strumentali anche in orario notturno e nei giorni festivi, proprio per ridurre i tempi delle liste.
Tanti, dunque, i tentativi che sono stati fatti negli anni, c’è chi pensa che qualche passo in avanti sia stato fatto, altri che si è tornati indietro di 50 anni, i sindacati denunciano carenza di personale e una sanità “al collasso” e, in questa situazione, sono proprio cittadini a riscontrare le maggiori criticità e a sperare, anno dopo anno, che cambi qualcosa.
Il giovane, infine, ha sottolineato che sul “foglio della prenotazione c’è una seconda disponibilità, ma non all’Aquila: il 30 dicembre 2019 presso la casa di cura San Raffaele. Valuterò anche questa ipotesi, non si può fare molto”, ha concluso.



