L’AQUILA – Con gli occhi pieni di gioia e commozione, gli anziani che risiedevano nella struttura residenziale per anziani Ex Onpi hanno partecipato alla cerimonia di inaugurazione del bar e del ristorante interni alla struttura che da oggi sono tornati a funzionare.

L’intera struttura, che gestisce servizi sociali per le persone ultra sessantacinquenni e che era stata fortemente danneggiata dal terremoto del 6 aprile 2009, dovrebbe tornare alla sua piena funzionalità entro 10 mesi.

All’iniziativa, preceduta da un convegno sui Servizi pubblici locali dopo il referendum dello scorso giugno, sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, il capo della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli, il presidente del consiglio di amministrazione dell’Istituzione centro servizi anziani, che gestisce fra le altre cose la casa albergo Ex Onpi, Venanzio Gizzi e il direttore della struttura Fabrizio Giannangeli.

Presenti anche i vertici del Provveditorato interregionale delle Opere pubbliche, soggetto attuatore dei lavori per la riparazione dello stabile.

“Anche se faticosamente, le cose procedono – ha commentato l’ex Prefetto dell’Aquila, Gabrielli –  Sono definiti gli obiettivi e i finanziamenti, quindi a breve partiranno i lavori per completare l’intera struttura, che ci auguriamo entro la fine dell’anno venga restituita all’utenza. Mi piace sottolineare che questo diventerà uno dei centri di eccellenza del centro sud per l’assistenza alle persone affette dal cosiddetto male del ventunesimo secolo, ovvero l’Alzheimer”.

La cerimonia di inaugurazione è stata anche l’occasione, da parte di Gabrielli, per commentare l’attuale fase di ricostruzione. “Quando me ne sono andato – ha dichiarato – dissi che la fase che la città avrebbe vissuto nei mesi successivi sarebbe stata di gran lunga più complicata”.

A rendere le cose ancora più difficili, secondo Gabrielli, anche gli scontri politici che “quando sono fine a se stessi – ha detto – o sono fatti per perseguire interessi di bottega, non vanno bene”.

Subito dopo l’inaugurazione, il sindaco Cialente ha sottolineato come saranno accelerati gli interventi per restituire la piena funzionalità a tutto il complesso della casa albergo che avrà un numero di posti letto ampliati rispetto a quelli prima del sisma (circa 240 posti programmati).

“La promessa che vi faccio – ha detto il primo cittadino – è che i primi 40 posti verranno consegnati a novembre. In circa 300 giorni completeremo tutta la struttura”.

La residenza è gestita dall’Istituzione Centro Servizi per Anziani “Cardinale Corradino Bafile”, che, nel complesso, è l’organismo di gestione del Comune dell’Aquila preposto all’organizzazione e alla realizzazione dei servizi sociali e socio-sanitari in favore di persone anziane ultra65enni.

Con l’accordo siglato lo scorso 15 ottobre tra Dipartimento per le Politiche della Famiglia, Regione Abruzzo, Provveditorato interregionale per le Opere pubbliche e il Comune dell’Aquila, la struttura, dotata di 40 posti per persone anziane non autosufficienti, autorizzata per ulteriori 40 posti letto per anziani autosufficienti e per 28 posti destinati all’utenza occasionale, verrà infatti dotata di altri 40 posti, di aree “social housing” per l’accoglienza delle ragazze-madri e di un nucleo per la cura dei malati di Alzheimer che comprende 12 posti letto, grazie all’inglobamento dei locali che prima del sisma erano utilizzati dall’Università dell’Aquila.

PEZZOPANE SODDISFATTA PER APERTURA SERVIZI DIURNI

L’AQUILA – È soddisfatta l’assessore alle politiche Sociali Stefania Pezzopane per la riapertura dei servizi diurni dell’Ex Onpi.

“Una vera festa per i tanti anziani che vedono nella struttura un importante punto di riferimento aggregativo- ha commentato- Ma la vera scommessa è la riattivazione in tempi brevi di tutti i servizi residenziali: Residenza Assistenziale, Residenza Sanitaria Assistenziale e assistenza per i malati di halzaimer. Il Provveditorato per le Opere Pubbliche, soggetto attuatore scelto dal governo, dovrà imprimere un’accelerazione decisiva per l’avvio dei lavori, senza perdere altro tempo”.

“Il primo passaggio dovrà essere l’aggiudicazione dell’appalto, step decisivo per far scattare i 270 giorni entro i quali  l’intera struttura va completata. Partiti i lavori, poi si potrà anche riconsegnare un primo lotto entro 60 giorni. Il Comune continuerà ad essere vigile e ad incalzare il Provveditorato a non temporeggiare ancora”.

SERVIZI PUBBLICI LOCALI DOPO IL REFERENDUM: PER EX ONPI SERVONO NORME CHIARE

L’AQUILA – Norme più chiare e deroghe, in una realtà complessa e frammentata come quella aquilana.

Queste le esigenze emerse nell’incontro dal titolo “I servizi pubblici locali dopo il referendum” che si è tenuto oggi presso il Centro servizi per anziani ex Onpi, dove oggi si è svolta la cerimonia di inaugurazione del bar e del ristorante della struttura.

Al centro del dibattito, al quale hanno partecipato il capo del dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, il consigliere regionale Luca Ricciuti, gli assessori comunali Roberto Riga e Silvana Giangiuliani, il presidente del Centro servizi per anziani, Venanzio Gizzi, e il direttore della struttura Fabrizio Giannangeli, l’abrogazione dell’articolo 23 a seguito del referendum dello scorso giugno, che coinvolge i servizi pubblici di rilevanza economica e in parte anche quelli a impatto sociale.

“L’abrogazione – ha spiegato Giannangeli – ha rimesso in discussione una serie di percorsi già avviati dall’Istituzione perché, pur non impattandola direttamente, in qualche modo condiziona fortemente anche la gestione del servizio. Il comune aveva avviato le procedure per costituire delle società multiutiility. In una di queste sembrava dover convergere anche la Csa. Alla luce di questa abrogazione dobbiamo rivedere anche questo tipo di programma”.

“Si è delineato un quadro normativo – ha proseguito – non completamento chiaro, ci sono questioni che andrebbero affrontate con un intervento normativo nuovo. Al momento ci sono delle sentenze della magistratura contabile e ordinaria che stiamo cercando di analizzare. C’è bisogno di normative più chiare e anche qualche deroga”.

“Il rischio – ha concluso Giannangeli – è non avere strumenti adeguati per poter gestire una realtà complessa perché frammentata e disurbanizzata. Abbiamo meno risorse con il federalismo e un’autonomia impositiva che di diritto è esercitabile, di fatto non può essere esercitata in questo momento”.

“La regione Abruzzo – ha spiegato il presidente della Csa, Gizzi – ha circa duemila addetti nei servizi pubblici. Dopo il referendum le forme di privatizzazione sono saltate. C’è bisogno di valorizzare le imprese che operano nella regione Abruzzo partire da loro per far sì che si possano erogare servizi sempre più efficaci ed economici”.