L’AQUILA – Non c’è il reato di turbativa d’asta per il presidente della Fondazione Carispaq, Marco Fanfani, per i lavori di ristrutturazione post sisma da 3,5 milioni di euro del palazzo dei combattenti alla Fontana Luminosa all’Aquila.
Lo ha deciso il gip Simonetta Ciccarelli dopo le indagini preliminari condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo del reparto operativo, diretti dal maggiore Cosimo Petese.
Ne dà notizia oggi il quotidiano Il Messaggero.
Per Fanfani era arrivato l’avviso di garanzia perché si era inizialmente ipotizzato il reato di avere in accordo con un dipendente della Fondazione agevolato due ditte nell’affidamento dei lavori.
Fanfani aveva fornito prove documentali della sua estraneità ai fatti.
Rimangono indagati Roberto Piccone (dipendente della Fondazione), e i titolari delle società edili “Salvatore e Di Meo Snc” Panfilo Di Meo e Francesco Salvatore, e della “Meg Snc” Massimo Di Donato e Giancarlo Di Bartolomeo, rispettivamente procuratore e amministratore unico.



