L’AQUILA – Un primo passo verso la ricostruzione del “cuore” dell’Aquila è stato segnato oggi, con la firma del sindaco Massimo Cialente all’avviso pubblico per il centro storico e della città e delle frazioni ma è già polemica con gli ordini professionali.

I cittadini potranno presentare proposte di intervento per gli aggregati edilizi che si trovano nell’ambito “A” del centro storico aquilano, quello più interno, e delle frazioni, in cui neanche la ricostruzione leggera è ancora partita.

Un’ipotesi che trova contrari il presidente dell’ordine degli ingegneri Paolo De Santis e il presidente dell’ordine degli Architetti Gianlorenzo Conti, che hanno definito l’annuncio del sindaco”l’ennesimo spot per la ricostruzione” ed espresso la massima contrarietà “nei confronti dell’avviso pubblico”.

Una presa di posizione legata al mancato coinvolgimento degli ordini sulla pianificazione e l’assenza di un piano per la ricostruzione dei sottoservizi, vera chiave di volta per l’inizio della ricostruzione.

L’avviso è stato presentato, oltre che dal sindaco, anche dall’assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, dal dirigente del Servizio Ripianificazione delle politiche del territorio, Vittorio Fabrizi, e dall’architetto Chiara Santoro, del servizio Territorio del Comune.

“Il tipo di ricostruzione che proponiamo – ha detto Di Stefano – è fondato sul dialogo costante con i cittadini, rispetto al modello rigido che invece era stato proposto all’inizio. Per noi, i cittadini devono essere il motore della ricostruzione”.

Le proposte di intervento vanno presentate al Comune compilando schede tecniche entro 30 giorni dalla pubblicazione del bando per gli aggregati che sono già stati definiti, mentre per quelli identificati con riserva il termine dei 30 giorni partirà dal momento in cui questi risulteranno meglio definiti.

Il discorso sulle frazioni è più complesso, in quanto per i centri storici non sono ancora stati resi noti gli esiti delle verifiche sulle agibilità.

“Per le frazioni – ha spiegato l’architetto Santoro – i 30 giorni dei termini per la presentazione delle proposte di intervento partiranno dalla pubblicazione dell’esito di agibilità dell’aggregato stesso”.

Sui vantaggi che apporterà questo provvedimento, Cialente ha spiegato: “innanzitutto è importantissimo perché riusciremo in questo modo a fare un calcolo dei costi di intervento per  gli edifici del centro”.

“La scelta delle proposte d’intervento è vincente – ha aggiunto – per ripartire rapidamente con la ricostruzione. L’unico nemico che abbiamo ora è il tempo, e ne abbiamo già perso troppo”.

Due sono i problemi ancora importanti da affrontare: il prezziario per la ricostruzione del centro storico, che secondo Di Stefano sarebbe “deficiente”, insomma non c’è, e poi una norma che disciplini la ricostruzione dei sottoservizi.

INGEGNERI E ARCHITETTI CONTRARI

L’AQUILA “Gli Ordini degli ingegneri e degli architetti della Provincia dell’Aquila, in merito all’avviso pubblico per il centro storico che il Comune dell’Aquila intende pubblicare, analogamente alle sei aree a breve termine, esprimono la propria totale contrarietà”.

A sciverlo, in una nota congiunta, sono il presidente dell’Ordine degli ingegneri, Paolo De Santis e il presidente dell’Ordine degli architetti Gianlorenzo Conti.

“Nell’incontro avuto lo scorso 12 ottobre con l’assessore Di Stefano era – aggiungono –  era stata espressa la  posizione degli Ordini che ritengono evanescente la ‘scheda progetto’, considerandola una ulteriore presa in giro dei cittadini o meglio un altro spot della ricostruzione”.

“L’assessore non ha chiarito in merito ai passaggi successivi che l’ammministrazione intende intraprendere per la ricostruzione del centro storico”.

“Gli ordini hanno proposto di chiamare la scheda progetto ‘scheda preliminare di intervento’, al fine di raccogliere dati relativi agli edifici, anche per meglio indirizzare e far modificare i contenuti delle varie ordinanze pubblicate”.

“Inoltre è stato chiesto di definire prima le questioni relative alle ‘aree a breve termine’ e degli aggregati e soltanto dopo pubblicare la scheda.
Gli ordini, considerato che una società di sottoservizi ha iniziato a sostituire la  propria rete, hanno chiesto all’assessore se esiste già un piano dei sottoservizi e con chi è stato concordato il programma degli interventi”.

Nasce una domanda: sono le società che dettano le priorità degli interventi in centro storico? Gli ordini invitano il sindaco a fare chiarezza nel merito della ricostruzione dei centri storici comunicando ai cittadini la programmazione degli interventi in funzione delle risorse
finanziarie disponibili: l’atto sarebbe il primo della ricostruzione”.

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