L’AQUILA – Le elezioni amministrative dell’Aquila rischiano di essere annullate.

Enrico Verini, già candidato sindaco con Futuro e libertà per l’Italia, ha annunciato due ricorsi al Tribunale amministrativo a seguito delle irregolarità, già denunciate da Angelo Mancini dell’Idv (che a sua volta ha annunciato un ricorso al Tar per questioni che riguardano la sua esclusione dal Consiglio comunale,ndr), riscontrate nei verbali dell’Ufficio centrale elettorale, sulla base dei quali sono stati nominati i componenti della nuova assise civica.

Il primo ricorso, spiega Verini, “dovrebbe essere più rapido ed è quello che presenteremo per degli errori che abbiamo riscontrato nel conteggio dei voti che riguardavano la mia persona. Errori di calcolo e trascrizione nei verbali: abbiamo riscontrato come siano almeno una settantina i voti che non mi sono stati riconosciuti. Un numero che mi consentirebbe di entrare in Consiglio. Per questo chiederemo il reintegro immediato”.
Una richiesta, che se accordata, potrebbe cambiare nuovamente gli scenari all’interno dell’assise civica.

Ma è il secondo ricorso che rischia  di rimettere in gioco tutto: come già denunciato dal dipietrista Mancini nel verbale redatto al termine del primo turno elettorale del 6 e 7 maggio, sono stati commessi degli errori nella trascrizione di voti e preferenze di Verini, al quale sono state riconosciute 1129 preferenze personali e 1509 di coalizione. Il quorum per partecipare ad eventuali apparentamenti per il secondo turno era 1286 voti.

Nella redazione del documento, però, il computo delle preferenze è stato erroneamente attribuito ad Enza Blundo, mentre  la parte relativa ai voti riportati da Verini è rimasta vuota, sottintendendo come il finiano avesse riportato zero voti. Una svista marchiana non solo perché non corrispondente alla realtà ma perché, di fatto, ha precluso ogni possibilità al finiano di stringere eventuali alleanze o accordi con uno dei due candidati sindaco per il ballottaggio, Massimo Cialente o Giorgio De Matteis. Accordo che esisteva ed è poi saltato,è cosa nota, con l’ex onorevole Ds, come dimostrato dal carteggio esistente tra il segretario regionale di Fli, onorevole Daniele Toto, e il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci.

Al netto di ogni lettera e polemica che è ha infuocato i giorni del ballottaggio nel capoluogo, però, resta il dato dell’esclusione, ingiustificata, di Verini per eventuali movimenti o alleanze in vista del secondo turno.

Un dato che, se confermato dai giudici amminsitrativi, “credo che potrebbe annullare addirittura l’esito delle elezioni. Ho già fatto una piccola ricerca sul web e ho visto che in casi analoghi, anche meno gravi e con errori non così grossolani, le elezioni sono state ripetute. Vedremo cosa accadrà, il mio legale si sta occupando di tutto”. (g.a.)