L’AQUILA – All’indomani della morte improvvisa e dolorosa del cineoperatore albanese e aquilano d’adozione Zef Muzhani, riceviamo e volentieri pubblichiamo il ricordo del giornalista del Messaggero Antonio Di Muzio, con il quale ha collaborato in passato condividendo la passione per il cinema.
Due mesi fa avevamo concluso il documentario su Gian Vittorio Baldi (Baldi fuoco! Cinema), un regista che ha prodotto, tra l’altro alcuni film di Pasolini, Godard e Bresson, un documentario ideato e girato da Zef e prodotto dal sottoscritto con il Cgs Arcobaleno dell’Aquila.
La prima versione era stata inviata anche al prestigioso Festival di Torino e alla Cineteca di Bologna, insomma era pronto per spiccare il volo.
Zef era soddisfatto della sua opera, ma era anche crucciato perché a breve sarebbe ripartito per la sua Albania, sia per stare vicino ai suoi anziani genitori, sia per verificare alcune opportunità di lavoro.
Ma Zef amava troppo il cinema. Zef faceva parte del tessuto culturale cittadino, fuori dalle istituzioni; faceva parte del sottobosco culturale che è quello che produce humus.
Era presidente del suo circolo Oltrelosguardo e, prima del terremoto, era stato nominato vicepresidente anche del Cgs Arcobaleno.
Del resto la sua competenza era nota anche fuori dai confini regionali ed era particolarmente apprezzato da studiosi ed esperti.
Con i suoi incontri alla Sala Giovanni Paolo II o alla sala Don Bosco dei Salesiani, ha formato una generazione di cinefili, con i suoi interventi illuminanti e mai banali.
Era amico di tutti, amico sincero, disinteressato, pronto sempre a dare una mano o un consiglio.
Ieri a cinema ho visto La grande bellezza di Paolo Sorrentino che si apre con una frase di Celine: “Il viaggio (sia fisico che mentale) è l’unica cosa che conta, tutto il resto è delusione e fatica”.
Ho pensato subito a te, ai tuoi “viaggi” grazie al cinema che ci hai fatto amare, ma anche alle delusioni e alla fatica. Alla fatica per cercare di vivere e di lavorare.
E Zef ne sa qualcosa di queste difficoltà. Ma tu sei stato sempre al di sopra, con grande dignità.
La vita ti doveva dare di più. Molto di più. Ma tu sicuramente ci hai dato tantissimo. Ciao amico e stavolta i titoli di coda ce li vedremo fino alla fine.



