L’AQUILA – “Non si può pensare che il corteo della Bolla non passi sul prato di Collemaggio”.
Lo ha detto l’assessore comunale all’Ambiente dell’Aquila, Alfredo Moroni, a margine dell’inaugurazione dell’area verde, restituita ufficialmente oggi agli aquilani dopo aver ospitato una tendopoli nei giorni dell’emergenza e dopo una lunga serie di lavori durati un anno.
Il corteo calpesterà le piantine lasciando il classico “corridoio” di terra in mezzo al prato, che, nuovamente recintato al termine del Giubileo annuale, si spera tornerà di nuovo uniforme qualche mese più tardi. Anche questo, in fondo, è un piccolo ritorno alla tradizione.
Al termine di un’odissea durata un anno, il prato è stato riportato all’antico splendore dalla Martinelli Vivai con una spesa di 90 mila euro raccolti dalla onlus L’Aquila Vola, dalla Camera dei Buyer di Milano, dal Rotary Club Gran Sasso e dalle donazioni di singoli cittadini che hanno adottato un metro quadrato di terreno.

Sul terreno non si potrà giocare a calcio o volley com’era abitudine di tantissimi giovani aquilani prima del sisma. “Non si potrà né ora né mai a meno che non mi costringa il sindaco” ha detto Moroni, annunciando una specifica ordinanza.
Momenti di commozione per l’avvocato Massimiliano Di Scipio, ex presidente del Rotary Club Gran Sasso in carica quando è stata varata l’operazione. Dopo il taglio del nastro si è inginocchiato ad accarezzare il prato, ricordando che “su questo prato avevo giocato a pallone con la figlia di un carissimo amico che poi è morta sotto le macerie. Un abbraccio forte a lei”.
Oggi intanto parte ufficialmente un’altra campagna di raccolta fondi, sempre affidata alla onlus L’Aquila Vola, per la risistemazione anche delle zone laterali del prato, in particolare di quella a sinistra. Per ora è stata ripulita ed è stata posizionata una targa appoggiata a un tronco che proviene dalla dolorosissima zona dei crolli di via XX settembre 79, dove il 6 aprile 2009 morirono nove persone.
“La zona laterale è messa male – spiega Manuela Cornelii, presidente della onlus L’Aquila Vola – così mi sono sentita con gli altri due soci, Lorenzo Barberini e Michela Boccuni, e loro hanno detto che sono assolutamente d’accordo a partire subito con una nuova raccolta per l’area a sinistra. A settembre facciamo con il Comune un accordo per l’eventuale donazione”.
Una raccolta che sarà meno probante: a una prima stima, con meno di 10 mila euro anche l’area laterale sarà ripristinata completamente.

Il progetto è stato annunciato oltre un anno fa, a luglio 2010, dall’assessore Moroni, che prometteva tempi brevi e un prato rifatto dopo la Perdonanza. I lavori, tuttavia, sono cominciati solo i primi di ottobre, con l’esercito che si è occupato della rimozione della ghiaia.
Dopo questo primo passo è arrivato lo stop, e sulla motivazione onlus e amministrazione si sono rimpallati le responsabilità. “Sono in corso procedure da parte dell’associazione” (Moroni), “Serve un’autorizzazione di donazione da parte del Comune” (L’Aquila Vola).
Mentre i mesi passavano, a causa della brutta stagione, il prato senza più ghiaia diventava una palude, uno spettacolo orribile.

A febbraio i lavori sarebbero dovuti ripartire ma non è mai successo e più tardi si è scoperto perché: nei mesi frenetici della tendopoli, gli scarichi, in particolare gli idrocarburi, erano stati sversati nel terreno, “inquinando” il piazzale.
A maggio, finalmente, la sostituzione della terra contaminata e la ripresa dei lavori, tanto che a luglio, 12 mesi dopo l’annuncio, sono spuntate le prime piantine e il verde è tornato a colororare la zona.

Nel fotomontaggio, il prato di Collemaggio con le tende (a sinistra), con il pantano (al centro) e com’è oggi (a sinistra)
L’ODISSEA DEL ‘PRATO’ DI COLLEMAGGIO:
LUGLIO: L’ANNUNCIO DEL PROGETTO
DICEMBRE: ”CAPOLAVORO” DEL COMUNE
MARZO: LA PRESA IN GIRO DEI LAVORI FERMI
APRILE: IL PRATO INQUINATO DALLA TENDOPOLI



