L’AQUILA. “Nel centro storico dell’Aquila oggi si consuma un quantitativo d’acqua pari a prima del terremoto”.

Lo rivela l’assessore comunale alla ricostruzione Pietro Di Stefano, che è preoccupato per la mancanza di un progetto di ricostruzione della rete idrica.

I lavori per il ripristino dei sottoservizi legati alla distribuzione dell’acqua sono stati affidati da subito dopo il sei aprile 2009 alla società Gran Sasso acqua che però ancora non avrebbe realizzato un piano di rifacimento.

Intanto, la rete idrica perde acqua dappertutto: un vero colabrodo, che giornalmente si traduce in litri e litri di “oro blu” persi nel sottosuolo della città. Lo spreco va avanti da quasi due anni e potrebbe protrarsi ancora a lungo.

“Il problema è legato in primis ai finanziamenti – spiega Di Stefano – La società, infatti, dal momento in cui ha ricevuto l’affidamento dei lavori ha dichiarato di non poter anticipare i fondi necessari a causa del dissesto economico in cui versa. Per questo abbiamo chiesto i soldi al commissario alla ricostruzione, Gianni Chiodi”.

I soldi sono arrivati a novembre, seppur non completamente: 20 milioni sugli oltre 160 necessari. “Non si tratta di somme sufficienti a mettere a posto tutto – continua l’assessore – ma con questi fondi è almeno possibile partire con i lavori. Una necessità, se si considera che ogni giorno la città, ormai vuota, consuma come quando era abitata”.

Per questo motivo in settimana si terrà un incontro tra Comune e Gran Sasso acqua, per stabilire il da farsi. “E’ necessario subito un progetto – spiega Di Stefano – e poi vogliamo ribadire le priorità: la rete deve essere sistemata subito almeno nelle aree a breve e nella direttrice che collega la villa comunale alla Fontana luminosa, il decumano della città”.

“Sono certo – afferma l’assessore – che nei prossimi mesi i lavori partiranno”. Intanto, ogni giorno la città dell’Aquila consuma acqua come se il centro fosse ancora abitato.