L’AQUILA – Pur di violentarla a soli 11 anni, in talune situazioni non si sarebbe fatto alcuno scrupolo nel non mandarla a scuola e la mamma, non solo non avrebbe fatto nulla per impedire tali violenze, ma avrebbe addirittura nutrito nei riguardi della stessa figlia una gelosia per avergli portato via il proprio uomo.
L’incredibile storia di degrado familiare e soprattutto di violenza, è stata affrontata di recente dal Gup dell’Aquila che, come racconta Il Messaggero, ha condannato ad 8 anni di reclusione l’uomo di nazionalità romena e 6 anni alla madre convivente di nazionalità moldava, al termine del rito abbreviato.
La vicenda giudiziaria è stata portata a galla senza non poca difficoltà dalla minore che si era rivolta agli educatori di una struttura ubicata alla periferia della città che le aveva dato ospitalità proprio per fuggire dalle violenze perpetrate da molto tempo.
E proprio dai racconti raccapriccianti sono venute a galla le violenze da parte del compagno della donna, arrivato a minacciare la ragazzina e ad ostacolare ogni contatto con altri ragazzi della sua stessa età, i quali erano stati a loro volta minacciati.
Nonostante il divieto del giudice del Tribunale per i minorenni, la coppia aveva tentato anche di far salire in auto la bambina per non farla rientrare nella struttura protetta. Le indagini della Squadra mobile della Questura hanno raccontato di una madre gelosa della figlia in maniera morbosa ed ossessiva per “i rapporti sessuali che avvenivano tra lei e il proprio compagno, trattandola come rivale, incolpandola di averle rubato l’uomo”.
La coppia, sempre stando alle indagini degli agenti della Mobile, spesso in stato di ebbrezza alcolica, litigava davanti alla figlia e le discussioni spesso culminavano in vere e proprie aggressioni fisiche. Il giudice ha disposto anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, togliendo ai due la responsabilità genitoriale. Non potranno più avere contatti con bambini.
La minore, oggi 14enne è stata trasferita in un’altra struttura protetta.




