L’AQUILA – “Sulla realizzazione del punto Lidl a Sant’Antonio, nella zona ovest dell’Aquila, va fatta una operazione verità chiamando in causa amministrazioni passate e presenti. La zona ovest dell’Aquila è uno dei biglietti da visita dell’Aquila perché si pone a tutti gli effetti come l’ingresso e l’uscita dalla città. Una zona che soffre tante criticità ma che offriva altrettante potenzialità”. Lo dice il consigliere comunale di opposizione Paolo Romano.
“Criticità e potenzialità della zona ovest non possono essere oggetto di discussione cittadina solo davanti ad una rotazione d’area di un privato che, avendo fatto ricorso al tar in presenza di area a vincolo decaduto, ha avuto nel 2010 – ben 14 anni fa – un commissario ad acta che ha normato l’area permettendogli la realizzazione di commerciale e direzionale; la questione andava semmai affrontata nei tempi giusti con tutte le pianificazioni necessarie all’interno delle amministrazioni che nel frattempo si sono succedute e che hanno avuto sette anni ciascuna per espropriare il privato e realizzare verde e parcheggi pubblici all’interno di un piano ben definito. Ma dirò di più: quello delle aree a vincolo decaduto che rinormate dai commissari hanno, purtroppo legittimamente, dato luogo a diversi centri commerciali in città saturando il territorio, era un bubbone che avrebbe dovuto essere affrontato molti anni prima del terremoto, proprio per non doverne pagare le conseguenze; c’è voluto un assessore della Giunta Cialente che pur nella complessità delle questioni post sisma ha affrontato e risolto un bubbone che stava aprendo una voragine nella pianificazione del territorio”.
“Seppur legittima, dunque, la realizzazione del punto Lidl a Sant’Antonio costituirà un attrattore di traffico in una zona già congestionata: i cittadini dovrebbero chiedere conto all’amministrazione che oggi governa quanti e quali interventi di pubblico interesse si sarebbero potuti ottenere realizzandovi per tempo un progetto pubblico di verde e parcheggi e anche per quale motivo uno dei grandi assenti a qualunque tipo di discussione sul futuro della città è ancora il Nuovo Piano Regolatore da sette anni fermo sulle scrivanie dell’urbanistica o quantomeno un’idea generale di pianificazione come i masterplan e i piani di settore. Chiederò pertanto una II commissione territorio che affronti almeno i problemi infrastrutturali irrisolti della zona ovest: è urgente la regolamentazione delle partenze e degli arrivi del trasporto extraurbano, delle fermate delle linee urbane e della sosta oltre che dell’area taxi oggetto già di diverse commissioni durante gli ultimi anni. Non vanno trascurati i problemi che affrontano i pendolari, quotidianamente a rischio multa, e i turisti in visita. L’Aquila capitale della cultura è tale se non prescinde dall’offerta infrastrutturale”.





