L’AQUILA – “Mi auguro che questo centro possa riaprire, ovviamente a condizione che venga dotato di personale competente e preparato per funzionare al meglio”.
Sono queste le parole del primario del reparto di Ginecologia e Ostetricia, il professor Gaspare Carta, in relazione alla chiusura, ormai da tre anni e mezzo, del centro Fivet (Fertilizzazione in vitro con embryo transfer) un’eccellenza della fecondazione in vitro.
Molte le coppie abruzzesi e non costrette ad andare fuori regione per tentare la fecondazione in vitro, quando per la riapertura della struttura servirebbe davvero poco: assumere quattro tra infermieri e medici per affiancare il responsabile, il professor Giulio Mascaretti.
Attualmente, all’ospedale San Salvatore possono essere svolte tutte le attività preliminari, per poi però spostarsi altrove per l’intervento di procreazione assistita.
“Tutta la parte iniziale viene seguita nel nostro reparto – spiega il professor Carta – molte volte i trattamenti contro la fertilità che noi facciamo riescono a portare la donna alla gravidanza. Lì dove falliscono tutte le tecniche messe in atto, allora si ricorre all’intervento, che oggi come oggi non può essere fatto nel nosocomio aquilano”.
Quindi le coppie sono costrette ad andare fuori per tentare la carta della fecondazione in vitro, portando in questo modo soldi ad altri ospedali e creando mobilità passiva, a discapito dei conti della Asl numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila.
La chiusura prolungata è controproducente anche perché alla Fivet aquilana fino a tre anni e mezzo erano circa 800 le coppie in lista per un intervento, molte delle quali provenienti da Asl non abruzzesi.
“Il centro Fivet non è di mia competenza – precisa il primario – ovviamente sarei felice se nell’ospedale dell’Aquila funzionasse tutto e la gente non fosse costretta ad andare fuori. Per quanto riguarda il nostro reparto, posso garantire che ci stiamo impegnando al massimo, tanto che siamo in grado di eseguire qualsiasi tipo di intervento chirurgico”.
Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, interpellato da AbruzzoWeb sulla questione, ha riferito di non esserne molto informato, rimandando ai prossimi giorni l’intervista in attesa di documentarsi.
Qualche giorno fa invece i sindacati hanno espresso le loro rimostranze sulla paralisi di questa situazione. Giuliana Vespa dell’Ugl Sanità ha parlato di “mancanza di volontà della politica e della Asl di riaprirlo”.



