L’AQUILA – Con la raccolta di poesie Rosa alchemica è la poetessa e scrittrice Donatella Bisutti la vincitrice dell’undicesima edizione del Premio Laudomia Bonanni.
È così la penna di un’autrice a trionfare sul podio dei finalisti, quasi a richiamare quella figura più volte evocata e protagonista vera del premio: la grande autrice aquilana che questa sera, di fronte a una platea gremita, ha goduto di quel riconoscimento che merita fino in fondo.
Sul palco un occhio di bue. Il pubblico ascolta con religioso silenzio le parole declamate sulla ribalta del ridotto del Teatro Comunale. Non poteva pensarsi un incipit migliore per aprire il sipario sul Premio.
Sulle note malinconiche e trascinanti di Sergio Assad e del suo Menino, il chitarrista abruzzese Marco Salcito ha accompagnato con rara grazia il magico clarinetto di Gianluca Sulli.
Un aperitivo che si è risolto poi con altri imperdibili intermezzi musicali per tutta la serata.
“Le mie suggestioni nascono dal quotidiano – ha confessato ad AbruzzoWeb la vincitrice – dalle cose di tutti i giorni, per poi prendere strade nuove, diverse, non prevedibili. Le mie origini friulane ma anche l’ispirazione che mi ha potuto regalare una città come Lisbona hanno avuto una grande influenza sulla mia scrittura, a cui non sento di attribuire alcuna precisa identità stilistica”.
La Bisutti ha scritto anche romanzi ma ora sta lavorando alla stesura di un testo di poesie.
Ad assistere alla premiazione in prima fila nomi eccellenti del panorama culturale nazionale, dal giornalista Sergio Zavoli, al saggista Renato Minore e della poetessa Maria Luisa Spaziani, insieme a Raffaele Marola, vice presidente della Cassa di Risparmio dell’Aquila, sostenitrice dell’evento, e Roberto Marotta, presidente della Fondazione Carispaq.
“Ancora una volta i ragazzi giurati hanno ribaltato il giudizio della nostra commissione, con un riconoscimento che merita grande attenzione e riflessione”, ha commentato Stefania Pezzopane, presidente della giuria tecnica.
“Sento la freschezza di un premio che sa rinnovarsi – ha aggiunto – ma soprattutto vedo in questo premio l’occasione per far risorgere per L’Aquila un futuro di cose belle. Nel segno della cultura, perché in questa parola c’è tutto quello di cui noi abbiamo bisogno. Basta scoprirlo”.






