L’AQUILA – “I lavori a ponte Belvedere partiranno all’inizio del prossimo anno”.
L’assessore alle Opere pubbliche Maurizio Capri annuncia che si va finalmente verso lo sblocco di uno dei più importanti cantieri dell’Aquila, snodo cardine della viabilià cittadina chiuso dalla data del sisma.
“Il Comune ha affidato a uno studio di progettazione il definitivo e l’esecutivo, scegliendo nella lista dei progettisti a disposizione dell’amministrazione, con una procedura che ha visto candidati cinque studi. L’offerta è stata al massimo ribasso”.
Una volta istruite le pratiche e fatti tutti i passaggi burocratici del caso “per i quali si impiegheranno circa sei mesi”, aggiunge, si potrà indire la gara per l’affidamento dei lavori e avviare il recupero strutturale del ponte, chiuso dalla data del sisma.
I tempi previsti per i lavori non saranno lunghi, come precisa il professor Dante Galeota, docente del dipartimento di Ingegneria civile Edile Architettura e Ambientale che ha seguito da vicino lo studio preliminare per il recupero strutturale.
L’università in questi mesi si è occupata delle indagini sulla struttura con rilievi sul calcestruzzo e sull’acciaio di cui è composto il ponte, servendosi anche di un radar per andare a studiare il livello di corrosione dei cavi interni al cemento armato.
“Il ponte, costruito molto bene, non ha subito danni a causa del sisma – afferma il professore – I danni maggiori sono stati invece quelli portati dalle infiltrazioni d’acqua nel corso degli anni e dal passare del tempo. Non credo sia stata fatta molta manutenzione dagli anni 60 a oggi”.
Belvedere è uno dei primi esempi di cemento precompresso utilizzati in Italia: questo tipo di materiale è stato infatti impiegato per la costruzione della campata.
“Le maggiori infiltrazioni d’acqua e l’ammaloramento sono stati riscontrati negli apparecchi di appoggio che saranno sostituiti con altri di ultima generazione – aggiunge – L’acqua si è introdotta anche nella pila dove diverse armature mostrano corrosione e disgregamento del calcestruzzo”.
Gli interventi prevedono la bonifica e il rafforzamento di questi punti con dei nastri ad alte prestazioni che, come spiega Galeota, verranno incollati sulle superfici ammalorate.
“Abbiamo inoltre effettuato numerose prove di carico statico con dei tir pieni di sabbia che sono stati fatti transitare sulla struttura – spiega Galeota – Abbiamo effettuato inoltre indagini sul comportamento dinamico del ponte”.
Lo studio dell’ateneo ha previsto inoltre l’illuminazione di Belvedere con luce neutra, sia nella parte superiore che in quella inferiore.





