L’AQUILA – Il sito industriale della ex Finmek potrebbe diventare il primo polo fieristico stabile dell’Aquila, dopo aver ospitato negli ultimi 3 mesi il Salone dei prodotti tipici d’Abruzzo e quello della Ricostruzione, eventi entrambi organizzati dall’agenzia Carsa.

Qualora l’ipotesi venisse confermata, da quanto si apprende la gestione dello spazio fiere potrebbe essere assegnata dal Comune ad alcuni imprenditori, tra i quali oltre alla stessa Carsa figurerebbe anche Augusto Iovenitti, uno dei fondatori del Centro servizi alle imprese (Csa), che da vent’anni a questa parte si occupa di sicurezza sul lavoro e si è aggiudicato anche grandi appalti pubblici.

È lo stesso Iovenitti che, da poco tempo, è stato nominato presidente dell’Aquila Rugby, la storica società della palla ovale del capoluogo con 5 Scudetti in bacheca e ottant’anni di storia, quest’anno retrocessa dal massimo campionato di Eccellenza in A1 dopo anni di gestione fallimentare sul piano tecnico e societario.

E secondo alcuni rumors circolati negli ambienti imprenditoriali cittadini, non sarebbe solo una coincidenza temporale l’impegno assunto da Iovenitti nel rugby con il rafforzamento della possibilità di affidamento dello spazio dove organizzare manifestazioni di vario genere.

Comunque un onere non da poco per l’imprenditore aquilano, che si è fatto carico della grave situazione economica del sodalizio neroverde insieme agli altri soci.

I quali, tuttavia, hanno disertato la conferenza stampa di presentazione mentre l’ormai ex componente del consiglio d’amministrazione, Eliseo Iannini, parlando a questo giornale ha bocciato il nuovo presidente definendolo “l’ultimo della classe”.

L’idea del centro fieristico alla ex Finmek è tornata in auge negli ultimi giorni, dopo aver perso consistenza in precedenza dato il probabile arrivo in quel sito della Accord Phoenix, fortemente caldeggiato dall’amministrazione comunale, che cederà i capannoni di cui è divenuta proprietaria in cambio di assunzioni di personale esclusivamente aquilano.

Nei giorni scorsi è stato infatti sbloccato anche per Accord, che si occupa di stoccaggio di materiali elettronici, l’accesso al finanziamento del 5% dei Fondi Cipe destinati alle attività produttive del “cratere” sismico, i famosi 100 milioni, inizialmente destinati solo ad attività farmaceutiche.

La modifica consentirà invece l’arrivo all’Aquila della nuova azienda, che ha chiesto 11 milioni di contributi pubblici ed è pronta ad assumere 134 unità con l’impegno di ricollocare i lavoratori in mobilità.

Un’area, quella del polo elettronico, che si è sviluppata negli ultimi trent’anni fino al 2000 e che nel periodo della sua massima espansione contava oltre 5.000 dipendenti, ridotti oggi a poche centinaia di precari in perenne lotta per la conferma del proprio posto di lavoro.

Non si conosce ancora quale parte dei locali ex Finmek potrebbe essere occupata dalla Accord Phoenix e se l’insediamento della nuova azienda potrebbe o meno confliggere con il progetto di spazio fieristico.

In una prima ipotesi, comunque, l’area per le fiere sarebbe dovuta nascere nella parte opposta della città, in zona Est, dove si trovano altre strutture industriali simili anche se di minore estensione.