L’AQUILA – Scatteranno “pignoramenti dei beni” ai morosi di canoni e bollette del progetto C.a.s.e. che in tutti questi mesi non hanno ancora saldato il dovuto all’amministrazione.
L’iter delle ingiunzioni di pagamento seguirà il suo corso, spiega il sindaco Massimo Cialente, che si dice “esausto dei furbi, la maggior parte dei morosi, che ha redditi alti eppure non ha mai pagato nulla, o solo una parte”.
Tra le 4.500 famiglie residenti nei progetti C.a.s.e. infatti, sono solo 200, spiega il sindaco, “i nuclei con reali problemi economici, cioè con reddito al di sotto dei 7 mila euro, per i quali abbiamo trovato soluzioni alternative. Le famiglie con Isee inferiore a 12 mila sono circa 500, il che vuol dire che i restanti nuclei hanno redditi che possono sostenere spese per bollette e canoni”.
Cialente afferma che “ora non ci sono più scuse, riprenderemo soldi in ogni modo. Una volta mandato l’avviso di pagamento, ci sono 30 giorni per mettersi in regola. Dopodiché l’iter prosegue fino al sequestro dei beni, che siano macchine, moto o altro, e si passa alle vendite all’asta. Recupereremo le somme dovute fino all’ultimo centesimo. Io so chi sono queste persone, ormai è diventata una battaglia etica per noi”.
“Intanto abbiamo iniziato a recuperare i soldi dai rimborsi per i traslochi – prosegue – circa 50 mila euro che non renderemo a queste famiglie, come è giusto che sia”.
Per quanto riguarda le rate da pagare a Banca Sistema, a cui Enel e ha ceduto il credito di 9,7 milioni, frutto delle morosità delle utenze di luce e gas, Cialente precisa che “il Comune ha finalmente pareggiato i conti con le rate che si erano accumulate con fondi messi da parte solo per Banca Sistema”.
In relazione invece alle migliaia di contatori da sostituire nel C.a.s.e., vista anche la legge dello Stato (comma 8 quinquies dall’art. legge n. 125 del 2015) che ha imposto al Comune il pagamento delle bollette a consumo, il sindaco precisa “non abbiamo soldi per poterli installare. Costano 7 milioni e abbiamo solo 4. Il Parlamento ha deciso di imporre questa cosa votando una norma? Benissimo. Adesso però deve darci i soldi altrimenti le alternative sono che a settembre non si accenderanno i riscaldamenti, oppure chiudere i progetti Case e mandare le famiglie in autonoma sistemazione”.



