L’AQUILA – “Siamo a leccarci le ferite. È una sconfitta che parte da lontano e le responsabilità sono di tutti. Gli elettori hanno visto che in Americo la discontinuità non era forte come si aspettavano e i voti del mondo di destra che lo ha sostenuto alle primarie, al ballottaggio sono tornati a casa”.
Per il consigliere regionale del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci, che alle primarie era stato sconfitto da Americo Di Benedetto, che poi ha perso le elezioni dell’Aquila contro Pierluigi Biondi del centrodestra, le ragioni del risultato vanno analizzate a fondo.
Ha perso solo Di Benedetto o l’intero centrosinistra che ha governato negli ultimi dieci anni?
Bisogna accettare la sconfitta, abbiamo perso tutti, ha perso Americo, hanno perso Cialente, la Pezzopane, la giunta uscente… No bisogna cercare capri espiatori ma responsabilità. Ho perso anche io, ci mancherebbe, che con i miei due telefoni ho raggiunto seimila persone attraverso altrettanti sms.
Tra i perdenti c’è anche il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, che in campagna elettorale non si è visto?
Nessuno si può esimere da una sconfitta. C’è anche la voglia di cambiare da parte della città, la cosa peggiore è non riconoscere la sconfitta.
Con lei candidato sindaco sarebbe andata diversamente?
Non si può dire, non si sa. La sconfitta parte da lontano, c’è un trend nazionale. La vittoria di Renzi al congresso aveva fatto pensare che sarebbe andata diversamente, invece c’è un trend contro l’establishment che è iniziato lo scorso anno. Nel 2016 in 20 ballottaggi il centrosinistra ha perso o contro il centrodestra o contro il Movimento cinque stelle. Vent’anni di berlusconiscmo hanno generato l’antiberluisconismo, era un mondo che si teneva unito contro il nemico, allo stesso modo si sta creando uno schema antirenziano. La politica non riesce a dare rirposte. È tutto un trend che va contro chi governa perché non riesce a dare le risposte che si aspetta la gente, e la sinistra punisce soprattutto i suoi perché si aspetta di più. Nel Movimento cinque stelle c’è molto voto di protesta del centrosinistra.
È stato un voto contro l’amministrazione Cialente e una bocciatura della ricostruzione, visto che Berlusconi non aveva espugnato la città neanche nel 2012 dopo i successi nella gestione dell’emergenza terremoto?
Con estrema sincerità ritengo che bisogna ricostruire i passaggi che ci sono stati. Io sono stato quasi costretto a candidarmi alle primarie, perché mi è stato chiesto, ci siamo ritrovati quasi come una mela spaccata a metà, io ho preso più voti di quelli che presi alle regionali sul comune dell’Aquila. Il segnale che era arrivato era chiaro, visto che hanno partecipato mondi di centrodestra ed eredi della storia democristiana, che vedevano in Americo una discontinutià rispetto alla sinistra che governa in città da vent’anni e in me l’incarnazione di una eredità maggiore, sbagliando peraltro visto che con me c’era solo Lolli. Quel voto se lo sono ripreso. I vari Di Luzio, Ruggeri, Passacantando. Nonostante questo tuttavia molte persone si aspettavano che fossimo io e lui realmente a rappresentare questa discontinuità, quando hanno visto che la discontinuità non era forte, visto che in tutte le iniziative c’erano Stefania, Massimo, Giovanni… Biondi ha calcato la mano su questa cosa. Chicco ha pagato il fatto di non essere stato percepito come elemento di discontinuità, è un galantuomo e non avrebbe mai fatto una rottura forte con i vecchi dirigenti.
È anche mancata una squadra, visto che i candidati consiglieri, finito il primo turno in cui erano direttamente coinvolti, non si sono più mobilitati…
Finché lavorano tanti candidati, tra l’altro che hanno gestito il potere, tirano. Quando sei all’uno contro uno c’è il voto di opinione. Quando l’elettorato si libera da lacci e lacciuoli, vota liberamente. Io consigliai di fare una grande assemblea con i candidati e gli eletti, che non è stata fatta. È stata una scelta di coalizione sbagliata. Questa come altre, bisogna riconoscerle e analizzarle.
Alcuni giornali hanno adombrato il sospetto che possano incombere nomine e incarichi dell’ultima ora da parte del centrosinistra…
È falso completamente. La città deve cambiare, mi auguro che con Biondi cambi. Siamo della stessa generazione, bisogna unirsi attorno a valori comuni, identitari. Se continuiamo ad amministrare oggi come ieri, non andiamo lontano. Servono meno sospetti e dubbi, se ci sono errori ci pensano gli organi preposti. Dobbiamo cercare unità come città e un’apertura al prossimo, senza affogare nelle maldicenze che fanno male alla crescita collettiva. Sennò le persone se ne vanno e non va bene. Do tutte e due le mie mani a Biondi, massima collaborazione. Insieme a quei consiglieri che rappresentano anche un rinnovamento generazionale se tutti siamo all’altezza, se ci mettiamo a rilitigà come i predecessori è finita…






