L’AQUILA – “Attendo inutilmente una risposta ai miei quesiti, sul criterio della scelta delle ditte che hanno operato sui puntellamenti nel post terremoto del Comune de L’Aquila”. A scrivere è Giulio Petrilli, ex responsabile giustizia del Pd che recentemente ha abbandonato il partito di Bersani in aperta polemica con l’Amministrazione comunale.

“Sarebbe stato importante avere una risposta, perché significava  applicare un punto centrale del programma che fu del centro sinistra, cioè quello della partecipazione, della conoscenza e della trasparenza. Era anche rendere edotta tutta la città sulle ditte di fiducia del Comune, visto che i lavori di somma urgenza non venivano affidati per bando pubblico ma per fiducia”.

“Sarebbe stato interessante informare tutti i cittadini di quali ditte fiduciarie si avvalesse il Comune de L’Aquila e quali criteri erano alla base di determinate scelte, così come quelle inerenti la scelta dei direttori dei lavori. Bisogna tener presente, che sono stati affidati lavori per qualche centinaia di milioni di euro  ed è quindi una domanda legittima. Scorrendo il sito del comune, si capisce subito che solo una decina di ditte, hanno avuto il privilegio di quasi ottanta milioni di euro di lavoro. Tutte senza bando pubblico, ma per fiducia”.

“Come è legittimo capire se nell’effettuare i puntellamenti ci sono stati sprechi e sperpero di denaro pubblico. Ma la risposta non è arrivata né dal sindaco Cialente, ne dagli assessori preposti, ne dai dirigenti del Comune. Tutto tace. Un silenzio assordante. Paolo Borsellino diceva che la politica sana, dovrebbe sempre anticipare l’azione della magistratura”.

“Io nel piccolo ho cercato di fare questo. Un’ultima annotazione: ricordo che con Cialente fui candidato in quella bella esperienza della lista della  Genziana, nelle amministrative intorno al 1990 e ricordo che lui fu eletto come consigliere, costruendo la sua fortuna politica con diversi esposti alla magistratura, contro gli amministratori dell’epoca”.

“Io ho il vizio della coerenza e faccio denunce politiche e non esposti, ma vorrei dirgli che ciò che ho denunciato politicamente in queste ultime lettere è di una gravità  superiore ai tanti esposti che  lui faceva”.