L’AQUILA – È stato siglato ieri sera presso la sede di Confindustria L’Aquila un accordo tra la proprietà della Sacci e i sindacati della Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil per scongiurare gli esuberi di 17 persone.
L’accordo prevede che nel 2012 siano messi in mobilità 10 unità. Nel frattempo, per scongiurare la mobilità, da febbraio 10 persone su 89 dipendenti a rotazione andranno in cassa integrazione.
Sempre secondo l’accordo, a ottobre di quest’anno ci sarà un accertamento sullo stato dell’arte dell’azienda, dopo il quale si deciderà se queste 10 persone nel 2012 dovranno essere messe in mobilità o meno.
I sindacati sperano che con la cassa integrazione di quest’anno e altri sostegni si possa arrivare nel 2012 alla messa in mobilità di solo due maestranze.
INNOCENZI: PERCHE’ L’AZIENDA LICENZIA?
L’AQUILA – “Come è possibile che il cementificio Sacci di Cagnano Amiterno, a quattordici chilometri dall’Aquila, il più grande cantiere d’Europa, possa dover ricorrere a dei licenziamenti?” Questa è la domanda che si pone il segretario generale Fillea Cgil dell’Aquila, Rita Innocenzi, durante una conferenza stampa convocata da Fillea Cgil, Filca Cisl e FeNeal Uil, nella quale è stata illustrata la situazione del cementificio Sacci di Cagnano Amiterno che con i suoi 90 dipendenti è uno dei più antichi insediamenti industriali di fondamentale importanza per l’economia dell’intera provincia.
“È una situazione molto singolare – ha proseguito Rita Innocenzi – Noi sappiamo che c’é un problema a livello di mercato all’interno del paese però siamo consapevoli che i mercati naturali a cui fa riferimento il cementificio di Cagnano Amiterno sono l’Aquila con la sua ricostruzione e il mercato romano”. Sono diciassette i lavoratori in forza allo stabilimento strutturalmente esuberanti rispetto alle esigenze aziendali.
“Abbiamo detto all’azienda, all’inizio quando ha dimostrato la volontà di licenziare – ha detto Rita Innocenzi – di ricorrere ad altri ammortizzatori sociali, ma l’azienda si è ostinata ad aprire una procedura di licenziamento collettivo per diciassette lavoratori, i più giovani. Per evitare questo abbiamo fatto un’ intesa che prevede la riduzione da diciassette a dieci unità di coloro che saranno collocati in mobilità, non da domani mattina, ma dal primo gennaio 2012”.
“Nel corso del 2011 i problemi di cali di mercato e di difficoltà verranno affrontati con qualche settimana di cassa integrazione ordinaria a rotazione”





