L’AQUILA – La Rai fa pagare il canone 2009 più la mora ai terremotati dell’Aquila.
È quanto racconta l’aquilana Bruna Marcantonio, sui problemi avuti dalla sua ex coinquilina Leila Karami Nogurani con la quale divideva l’appartamento in via Delle Nocelle.
“La signora, ai tempi del sisma divideva con me la mia casa in Via delle Nocelle – spiega la signora Marcantonio – Dopo il sisma si è trasferita a Bracciano (Roma) e non essendo più in possesso di un apparecchio radiotelevisivo ha chiesto la disdetta del canone che risultava a suo nome pagando, per concludere la pratica della disdetta, la cifra di 56,39 euro riguardanti il primo semestre del 2011”.
“La suddetta cifra – puntualizza – è stata pagata in data 14 maggio 2011. Dagli accertamenti che la Rai ha fatto per accettare la sua richiesta di disdetta risulta che la signora Karami, secondo la comunicazione ricevuta in data del 16 febbraio 2012 deve alla Rai 167,65 euro per canone di abbonamento e 27,06 euro per sanzioni amministrative e interessi di mora”.
A questo punto la signora Karami ha deciso di chiamare il call center della Rai ‘Risponderai’, dove in due battute le è stato detto prima che non aveva pagato il canone per il biennio 2009-2011, e poi che la cifra pagata di 56,39 euro per il primo semestre 2011, sarebbe andata a coprire il primo semestre del 2010, perciò la signora Karami dovrebbe dovuto pagare alla Rai 167,65 euro e 27,06 euro ed entro 15 giorni dal ricevimento della comunicazione ricevuta in data del 16 febbraio 2012.
Nonostante la signora abbia fatto presente i notevoli disagi subiti da lei e da tutti gli aquilani, per i quali non sono mai arrivati neanche i bollettini da pagare, l’operatore di Risponderai ha continuato affermanco che chi voleva disdire l’abbonamento avrebbe dovuto fare la richiesta di disdetta prima, e che, al momento, chiunque non abbia pagato il canone risulta moroso.
La signora Leila Karami Nogurani, iraniana, essendo extracomunitaria con regolare permesso di soggiorno, nonostante la vistosa ingiustizia, ha deciso di pagare il canone e la mora perché “non vuole avere problemi di alcun tipo”.
“Qui non si tratta di avanzare scuse per non effettuare pagamenti dovuti per legge – afferma Bruna Marcantonio – quanto di esigere il dovuto rispetto per una popolazione già colpita duramente e che non si merita di essere anche considerata morosa o inadempiente”.
“Ci saremmo aspettati che la Rai non solo non pretendesse, come sapevamo, alcunché proprio per rispetto e solidarietà senza appellarsi a procedure burocratiche che risultano, oggi, offensive ma che almeno comunicasse in modo chiaro alla popolazione tutta, e nei tempi giusti, le modalità che ora fa cadere sulle nostre teste come un danno e una beffa ulteriori”, conclude.



