L’AQUILA – Adesso è ufficiale, il Popolo della libertà aquilano accantona le primarie e lancia Pierluigi Properzi come unico candidato sindaco in vista delle amministrative di maggio.
Ad annunciarlo è il coordinatore provinciale, Alfonso Magliocco, al termine di un infuocato esecutivo provinciale che si è svolto a Sulmona.
“Abbiamo messo ai voti – spiega – l’indicazione relativa a Pierluigi Properzi da dare al coordinatore regionale, Filippo Piccone, che dovrà ratificarla assieme al nazionale, Angelino Alfano. Sono stati 21 i voti favorevoli, 6 gli astenuti e 2 i contrari”.
Da quanto appreso da AbruzzoWeb, i contrari sono stati Massimiliano Pieri e Sergio De Paulis (quest’ultimo era nella conferenza stampa in cui Enzo Lombardi ha dato l’addio al Pdl), mentre gli astenuti sono stati i quattro delegati di Sulmona e gli aquilani Ersilia Lancia e Fabrizio Visconti.
Sulla quota di 21 favorevoli su 29 si è creato un giallo: secondo l’articolo 3 del regolamento sulle primarie del responsabile nazionale Mauro Valducci, per annullare le primarie ci vorrebbe una maggioranza dei tre quarti dei votanti e i tre quarti di 29 sono 22, mancherebbe un voto.
Per Magliocco il problema non esiste. “Quello – sottolinea – è il regolamento delle primarie, io ho convocato un coordinamento provinciale e devo usare lo statuto del partito. Tra l’altro, per l’indicazione del candidato sindaco non è neanche previsto il voto, andate a controllare: la candidatura viene stabilita dal segretario nazionale dopo aver sentito quelli regionale e provinciale”.
“Inoltre – aggiunge – quello di Valducci è il regolamento delle primarie del Pdl, mentre se le consultazioni sono di coalizione va modificato e concordato con gli altri alleati. E nel nostro regolamento, quel tipo di indicazione sul quorum dei tre quarti non c’è più”.
Caustico il coordinatore verso i due contrari che, da quanto racconta, hanno sollevato la questione del quorum: “Tentare di piegare la realtà utilizzando posizioni strumentali atte solo a rompere è poco coerente e dimostra scarsa maturità politica”, sbotta Magliocco.
In ogni caso la questione è tutt’altro che chiusa e la “fronda” avrà sicuramente molto da ridire su questo nei prossimi giorni.
Resta il giallo di come si possano cancellare formalmente le primarie, che alle 17 di mercoledì hanno ricevuto una sola candidatura ufficiale, quella di Luigi D’Eramo della Destra. Per Magliocco sono già annullate dai fatti.
“Pierluigi Properzi ed Enzo Lombardi – spiega – non hanno prima accettato e in un secondo momento ritirato la candidatura, al contrario non l’hanno proprio mai presentata. Formalmente, non hanno mai partecipato alle primarie. D’Eramo se vuole se le fa da solo, ma senza altri candidati che senso ha? Non c’è una vittoria a tavolino contro avversari perché non ci sono avversari”.
In ogni caso, compiendo un gesto di cortesia istituzionale richiesto ieri in conferenza stampa dagli (ex?) alleati storaciani, Magliocco annuncia che “chiamerò Valerio Di Pasquale”, già rappresentante di D’Eramo nel Comitato delle primarie e oggi promosso a commissario provinciale dopo l’addio di Pierluigi Cosenza.
La ribelle Ersilia Lancia spiega il suo gesto con una contrarietà sul metodo. “Un esecutivo sfregiato da un dibattito interno che c’è – commenta – Ci siamo astenuti perché ho voluto sottolineare la necessità di seguire ancora la via nazionale e del congresso, quella delle primarie. Ho messo agli atti un documento, spetta al coordinatore recuperare lo strappo con la Destra per una coalizione più ampia possibile”.
“Non siamo contro Properzi e la sua candidatura – ma per una questione di metodo, tenere aperte le primarie è interesse anche di Properzi. Il dibattito è aperto, per noi ci sono ancora gli spazi per provare a fare le primarie. La posizione dei coordinatori, in particolare di Fabrizio Di Stefano, su questo è manifesta”.





