L’AQUILA – “Il metodo è chiaro. Così come accade a livello nazionale con la premier Giorgia Meloni, la strategia comunicativa del sindaco uscente Pierluigi Biondi è collaudata: si evitano le conferenze stampa, si scappa dal contraddittorio, si boicottano gli appuntamenti istituzionali, persino i Consigli comunali, e si comunica soltanto attraverso video sui social e interviste per alimentare continuamente la propaganda raccontando una realtà diversa da quella vissuta, ogni giorno, dalle cittadine e dai cittadini”.
Così il Pd L’Aquila in una nota che di seguito riportiamo integralmente.
“Sulle pagine del quotidiano Il Centro, il sindaco uscente è arrivato a dire che mai governo nazionale era stato così vicino alla città come l’esecutivo Meloni. Se non fosse che Biondi, dal 2017 ad oggi, ha potuto beneficiare di risorse assicurate da altri governi, quelli di centrosinistra: 5,1 miliardi di euro stanziati dall’esecutivo Renzi, con la Legge di Bilancio del 2015, altri 2,75 miliardi di euro assicurati dall’esecutivo Conte con la finanziaria 2021.
È con queste risorse che la ricostruzione privata e pubblica del cratere 2009 è andata avanti; è con queste risorse che Biondi, attraverso il meccanismo del 4% dei fondi per la ricostruzione destinati allo sviluppo economico e sociale messo in campo dai precedenti governi di centrosinistra, ha potuto finanziare Perdonanza, Cantieri dell’Immaginario e altri eventi culturali che ha trasformato nella sua grancassa mediatica.
Il governo Meloni, in questi anni, si è limitato di fatto a prorogare interventi già previsti e finanziati dai precedenti governi, comprese le stabilizzazioni del personale precario. E per ciò che attiene gli altri prodigiosi risultati sbandierati da Biondi, dalla Scuola della pubblica amministrazione alla Scuola di formazione dei Vigili del Fuoco fino al Centro nazionale per il Servizio civile, si tratta di interventi programmati e finanziati con risorse del Pnrr o di bilancio dai precedenti governi, ed in particolare del fondo complementare per il cratere 2009, ottenuti a Bruxelles dal governo Conte – con l’opposizione dell’allora barricadera Meloni – e indirizzati dall’allora commissario straordinario Giovanni Legnini a seguito della contrattazione con i Ministeri.
Ci permettiamo di ricordare al sindaco uscente, tra l’altro, che si tratta di interventi già annunciati varie volte e non ancora realizzati. Si pensi alla Scuola di formazione dei Vigili del Fuoco: anni fa, oramai, sono stati sgomberati in tutta fretta i residenti nel progetto Case di Sassa stazione, dove dovrebbe sorgere la scuola, ma da allora gli alloggi sono stati lasciati nell’incuria e nell’abbandono.
Ma la propaganda di Biondi non ha limiti, e serve oggi, più che mai, per raccontare della vicinanza del governo Meloni all’Aquila che giustificherebbe la sua volontà di imporre un candidato sindaco di Fratelli d’Italia, scelto dal sindaco uscente stesso, e che magari Biondi possa controllare nei prossimi anni, così da consentirgli di tenere ancora in mano le ‘mazze’ del potere. E ciò in spregio persino agli alleati di centrodestra cui il sindaco uscente, nelle interviste degli ultimi giorni, sta lanciando un messaggio chiarissimo, parafrasando Totò: lui è lui, e gli altri non valgono niente. Ci si aspetterebbe almeno un sussulto di dignità dagli altri partiti di centrodestra che al momento, però, si limitano ai dispettucci in Consiglio comunale facendo mancare il numero legale con assoluta mancanza di rispetto per le cittadine e i cittadini che attendono risposte alle difficoltà vissute ogni giorno.
Dei veri problemi si evita di parlare, sfuggendo il pubblico confronto.
Sarebbe ora che Biondi, oramai a fine mandato, invece di occuparsi della scelta del candidato sindaco di centrodestra, rendesse conto dei risultati raggiunti nei suoi 10 anni di mandato e spiegasse alla città come mai le promesse fatte in campagna elettorale siano state tradite. Potrebbe iniziare, ad esempio, dalle società partecipate dal Comune dell’Aquila che forniscono servizi essenziali alla comunità. Quei servizi essenziali, dalla raccolta dei rifiuti al sistema di trasporto pubblico locale, dalla pulizia al decoro urbano, che non fanno notizia come un grande concerto ma che toccano la carne viva dei cittadini, in particolare nelle frazioni e nelle periferie dimenticate.
Biondi aveva promesso di rilanciare le aziende in termini di efficienza e di capacità ad operare: ebbene, dal 2017 ad oggi lo stato di salute delle partecipate è peggiorato drammaticamente. Prendiamo ad esempio l’ASM: il sindaco uscente rivendica un utile di poco più di 100mila euro nell’ultimo bilancio ma dimentica di dire alle aquilane e agli aquilani che l’azienda presenta debiti consolidati per circa 8 milioni di euro. E ciò a fronte di un servizio offerto assolutamente insufficiente, non certo per colpa delle lavoratrici e dei lavoratori, sebbene le cittadine e i cittadini paghino una tariffa TARI tra le più alte d’Italia.
Non va meglio ad AMA, che ha dovuto coprire le perdite utilizzando le riserve di bilancio a fronte di un servizio che definire deficitario è un eufemismo. Potremmo approfondire anche lo stato di salute del CTGS, con il rilancio del Gran Sasso che rimane un buco nero di questa amministrazione, del SED, di AFM. Sarà nostra premura fare piena luce su quanto accaduto in questi anni.
La verità è che le società partecipate sono servite a Biondi come camera di compensazione politica, e sarebbe davvero dovuto che si facesse piena trasparenza sulle assunzioni degli ultimi 10 anni e sulle consulenze elargite: si scoprirebbe, così, che a trovare un posto al sole sono stati parenti, stretti o strettissimi, amici, collaboratori, portaborse a vario titolo. Fino ad arrivare all’assurdo degli ultimi mesi, con l’assunzione di una consigliera comunale, utile a Biondi nel suo risiko politico per aumentare il suo peso nell’assise, assunta da una municipalizzata. Ed intanto, le ragazze e i ragazzi aquilani sono costretti a lasciare la città per trovare una occupazione”.





