L’AQUILA – Il lungo e travagliato percorso del rinnovamento del Partito democratico dell’Aquila, dopo la cocente sconfitta alle elezioni comunali del 12 giugno dove il centrodestra ha vinto al primo turno con il rieletto sindaco Pierluigi Biondi, comincerà con commissariamento da parte del segretario provinciale, Francesco Piacente. Ad indicarlo il segretario nazionale in persona, Enrico Letta. Questo a seguito delle dimissioni della segretaria comunale Emanuela di Giovambattista, e in vista della riunione plenaria del partito prevista per il 5 luglio.

Si parte dell’emorragia di voti rispetto alle comunali dell’Aquila del 2017: in cinque anni si è passati dal 17,1% pari a 6.570 voti, all’8,6%, pari a 3.076 voti, la metà, ed è questo uno dei risultati peggiori del partito in Italia, che ieri ai ballottaggi ha conquistato molti capoluoghi di provincia.

A creare tensioni nel partito la scelta controversa della candidatura a sindaco, nella persona di Stefania Pezzopane, deputata del Partito democratico, e la questione del mancato rinnovamento generazionale, con la vecchia guardia che però fa notare che i “giovani” Stefano Palumbo e Stefano Albano, sono stati anni all’opposizione e dunque devono condividere anche loro la responsabilità della sconfitta, come pure giovani solo segretario regionale Michele Fina, la ex segretaria Di Giovambattista, e il segretario provinciale Piacente.

Intanto Enrico Verini eletto con Azione con Calenda, nella coalizione civica del candidato sindaco Americo Di Benedetto, consigliere regionale che ha rinunciato al seggio in consiglio all’Aquila cedendolo ad Elia Serpetti, sui social attacca frontalmente proprio il Partito democratico, con cui dovrà in ogni modo condividere l’opposizione al centrodestra.

“Il risultato dei ballottaggi in Italia, aumenta il rimpianto qui all’Aquila – afferma Verini -. Più passano i giorni, più penso alle colpe del PD aquilano, tutto e non certamente solo i facili capri espiatori, che ci ha fatto perdere la volta scorsa e anche questa”.

Gli risponde Di Giovambattista: “Caro Enrico.. vero c’è ‘un Pd’ e non solo che ha molte responsabilità perché si è arroccato non consentendo L’Unità delle forze di csx. Ma c’è anche ‘un Pd’ che le ha provate tutte ed ha proposto diverse soluzioni pur di non sciogliere una faticosa unità che “questo Pd” aveva comunque ottenuto. Le responsabilità nel non accettare alcuna mediazione sono diffuse e tu lo sai. È vero non facciamo facili capri espiatori. È un monito che condivido e deve valere per tutti. Ogni forza del campo progressista faccia una adeguata riflessione ma poi o si inizia tutti a marciare uniti altrimenti non si ricostruisce nulla per i prossimi 5 anni”.