L’AQUILA – Un incendio al progetto C.a.s.e di Pagliare di Sassa (L’Aquila) si è sviluppato nel pomeriggio.

Da quanto appreso da AbruzzoWeb, il fuoco si è sprigionato da un alloggio e si è rapidamente propagato ai piani superiori.

Alcuni testimoni hanno riferito di aver sentito delle urla e di aver visto il rogo estendersi velocemente, fino ad arrivare al tetto.

Sul posto si sono recati immediatamente i vigili del fuoco, che hanno domato le fiamme.

Evacuate alcune famiglie alloggiate negli appartamenti interessati a causa dell’inagibilità causata dall’incendio.

Per fortuna non si è registrata nessuna conseguenza per i residenti del posto, come confermano gli operatori del 118.

IL SOCCORRITORE: “SCENE TREMENDE COME NEL SISMA”

“Sono state scene già viste con il terremoto, gente spaventata che non riusciva a uscire di casa, alcuni anziani li ho dovuti prendere in braccio per tirarli fuori dalle abitazioni che stavano andando in fiamme”.

È questo il racconto di Stefano Cencioni, una delle persone che si trovava dalle parti del progetto C.a.s.e. di Pagliare di Sassa andato a fuoco nel pomeriggio, accorsi per aiutare le famiglie rimaste intrappolate nel rogo.

“Era un caos, ci ho messo cinque minuti interminabili per capire dove staccare il gas, la prima cosa che mi è venuta in mente di fare – dice ancora Cencioni – insieme a mio padre e un altro ragazzo abbiamo dovuto sfondare le porte con gli estintori per entrare negli alloggi”.

“Quello che mi fa rabbia – sottolinea – è il fatto che non si tratti di case ignifughe, non ci sono bocchettoni per prendere l’acqua, né un sistema centralizzato per chiudere le utenze”.

“Queste cose le ho dette al questore dell’Aquila, Giovanni Pinto, che è arrivato sul posto – aggiunge Cencioni – e pure all’assessore comunale Fabio Pelini“.

“Prima il sisma, poi episodi del genere, sembra che in questa città non ci sia mai pace”, conclude sconsolato. (pi.bi.)