L’AQUILA – Prima l’ok all’installazione di una gru per i lavori di ricostruzione del civico 207 di via Roma. Poi l’annuncio di bloccare tutto da parte dell’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano.

La questione è quella relativa a Porta Barete, anticamente accesso al centro storico dell’Aquila, sulla quale da tempo si è avviata una campagna volta alla sua valorizzazione. Accanto a questo c’è il nodo della ricostruzione del palazzo al civico 207 che sorge a poca distanza e che cozza con il progetto di recupero dell’area.

Sulla situazione è in corso una procedura di verifica, da parte del Ministero per i Beni e le attività culturali (Mibac), relativamente al parere di fattibilità per la riapertura della Porta.

In questo stato di attesa ha lasciato di stucco molti cittadini il fatto di vedere recintata la zona di via Roma in corrispondenza del luogo in cui sorgeva il civico in questione, già abbattuto, per posizionarvi una gru.

Accanto alla piattaforma di cemento già realizzata è stata apposta un’ordinanza in cui il settore di Polizia municipale spiega di approvare la richiesta della ditta per il posizionamento della gru. Stessa ditta che, secondo quanto appreso, compare sul cartello di cantiere del palazzo.

A quel punto è scattato l’allarme, in particolare da parte del movimento civico Jemo ‘nnanzi che sta portando strenuamente avanti la battaglia per la rinascita della zona: stesso comitato che ha sostenuto la campagna del Fai nel settimo censimento “I Luoghi del Cuore” portando porta Barete a conquistare il primo posto in Abruzzo e il ventisettesimo in campo nazionale. 
 
In effetti, come conferma l’assessore alla Ricostruzione Di Stefano, l’ok è arrivato davvero dal settore comunale che si occupa dell’occupazione di suolo pubblico. Un fatto di cui lui stesso si è detto “allibito”.

“È mancata la concertazione, forse per sbadataggine – spiega Di Stefano –  Ma sapendo che si trattava di un luogo in cui c’è una situazione delicata in corso, avrebbero potuto chiedere parere ad altri uffici”.

L’assessore  annuncia di aver già dato mandato “ai miei uffici di chiamare il servizio di Polizia municipale per fermare l’autorizzazione. Non si possono fare spese inutili, non è serio”.

I condomini del civico 207 si sono sempre mostrati contrari a soluzioni alternative alla ricostruzione in loco, come la ricollocazione totale o lo spostamento di qualche metro del palazzo, sostenendo allo stesso tempo di non aver mai ricevuto proposte concrete dall’amministrazione.

Per  l’assessore la “mossa” della richiesta di posizionamento della gru è stata una sorta di “forzatura, nella misura in cui si conosce la complessità della situazione e essendo consapevoli che la città vuole tutt’altra cosa”.

“Ho dato incarico per la redazione di un piano del luogo – aggiunge – Dal punto di vista della pianificazione stiamo arrivando alla soluzione, anche se serve un’azione amministrativa complessiva perché alcune cose, per esempio, diventano di natura patrimoniale e non più solo di ricostruzione”.

Il Comune, come spiega Di Stefano, ha anche chiesto alla direzione regionale per i Beni culturali  di inoltrare una richiesta all’Avvocatura dello Stato per quanto riguarda la questione delle abitazioni secondarie del palazzo.