L’AQUILA – Sit in un po’ in ritardo e in sordina per i gestori dei locali notturni, ieri mattina davanti al Comune, per protestare contro l’ordinanza che li obbliga a chiudere alle 24: l’incontro è cominciato solo quando sono arrivati i proprietari che hanno incontrato il presidente della Confcommercio, Celso Cioni.
“Durante la riunione – ha riferito Luca Ciuffetelli proprietario del bar Del Corso – è arrivata la comunicazione del sindaco, che ieri mattina si trovava a Roma per tentare di risolvere il problema dei precari, in cui ci dava appuntamento per oggi alle 8.30. Sembrava ben disposto ad ascoltarci”.
Tutto rimandato, quindi, anche se l’incontro è servito per ribadire alcuni concetti salienti della protesta e proporre qualche soluzione alternativa.
Molti gestori presenti all’incontro hanno proposto di nominare un portavoce ma Ortensio Di Luzio della Dolcevita l’ha escluso categoricamente, “i nostri portavoce sono i presidenti di Confcommercio, Celso Cioni e di Confesercenti, Carlo Rossi, non abbiamo bisogno di andare in 100 a parlare con Cialente. Domani andranno loro a spiegare le nostre ragioni”.
“La richiesta, che penso sia di tutti – ha spiegato Di Luzio – è che venga ripristinato il vecchio orario di chiusura e soprattutto alle stesse condizioni: continuare a vendere gli alcolici senza restrizioni. In fin dei conti la licenza ce l’ha data il Comune”.
“La mia proposta – ha esposto Marco Di Sabbato, che al momento non ha un locale ma intende aprirlo a breve – è di sottoscrivere un protocollo, una regolamentazione in comune accordo tra gestori e organi preposti alla sicurezza pubblica. I disturbi che si sono verificati non sono causati dai locali”.
“Io invece – ha dichiarato Giorgia Evangelista, proprietaria con Ralph Aureli del Cinema Olimpia Drink and Store – propongo di girare un cortometraggio con i ragazzi dell’Accademia dell’Immagine per dare un messaggio ai giovani su come ci si deve comportare civilmente e sensibilizzarli al rispetto”.
“È inutile chiudere un’ora prima – ha spiegato Giovanni Piccoli, proprietario del Malacoda – In centro d’inverno non ci sono tantissime persone. Il problema è l’estate e per due ore il giovedì sera: un polverone per un massimo di 30 ore all’anno. Servirebbe soltanto un maggiore controllo delle forze dell’ordine. Ho lavorato a Londra per tre anni, lì i poliziotti girano a piedi per i quartieri e nessun ragazzo fa spesa di alcol per poi consumarlo per le strade: questa è la via per risolvere il problema. Non si deve delegare l’ordine pubblico a una categoria, noi gestori: è compito della polizia e dei vigili urbani”.
“In ogni modo – ha concluso Ciuffetelli – il sindaco mi è sembrato aperto e disposto a discutere e modificare l’ordinanza. Speriamo che la situazione si risolva”.





