L’AQUILA – Domani mattina la Cgil funzione pubblica sarà al fianco dei lavoratori della cooperativa sociale Leonardo che effettuerà un sit in di protesta davanti al Consiglio regionale all’Aquila.
Lo ha annunciato questa mattina il segretario provinciale dell’Aquila, Dario Angelucci, durante la conferenza stampa alla quale ha partecipato anche Goffredo Juchich in rappresentanza dei lavoratori della Leonardo.
I dipendenti della cooperativa, che assicura i servizi sociali nei 13 Comuni del compensorio aquilano, non ricevono gli stipendi dallo scorso aprile. E nonostante tutto continuano a lavorare, rimettendoci anche le spese della benzina della proprio auto, per recarsi nello stesso giorno, ad esempio, a Barisciano (L’Aquila) e a Cagnano Amiterno (L’Aquila).
”Apriamo una vertenza simbolo a difesa dei lavoratori delle cooperative sociali – ha detto Angelucci – Oggi sono in pericolo i lavoratori che sono impegnati nei vari centri del comprensorio aquilano, ma domani si aggiungeranno quelli del capoluogo abruzzese. Per il 25 settembre abbiamo convocato un tavolo al quale parteciperanno la Comunità montana della Montagna Aquilana, i 13 Comuni interessati e la Regione. La spending review del Governo di Mario Monti ha effettuato un grande taglio sui servizi sociali”.
Per Angelucci ha aggiunto che ”per la ricostruzione del capoluogo abruzzese non serve solo la ristrutturazione delle case, ma anche la ricostruzione sociale. Non avere più questo servizio significa anche lo spopolamento delle zone di montagna”
Domani i lavoratori della Leonardo sperano che una loro delegazione sia ricevuta dalla conferenza dei capogruppo regionale ”per spiegare le loro motivazioni – ha spiegato Juchich – e per cercare di sbloccare almeno i fondi che la Regione deve versare alla Comunità montana Montagna Aquilana per i servizi sociali”.
Juchich ha ricordato che la prima giornata di mobilitazione è stata effettuta davanti alla sede della Comunità montana con il commissario dell’ente Paolo Pizzone che ha descritto il momento nero per quanto riguarda i servizi sociali.
L’ente ha in cassa solo 25 mila euro, visto che su 13 Comuni solo tre versano le loro quote, mentre altri, da diversi anni non corrispondono quanto dovuto. Insomma Regione e Comuni non versano quello dovuto per i servizi e la Comunità montana non ha fondi da anticipare, lo stesso vale per la cooperativa che non può provvedere al pagamento degli stipendi.
“Abbiamo chiesto – ha proseguito Juchich – la sospensione dei servizi, per avere così la cassa integrazione in deroga. Sarebbe una piccola fonte economica per noi, perché siamo allo stremo e non possiamo andare avanti, ma la Comunità montana è di parere contrario”.
Oltre alla Cgil-Fp, hanno il sostengo dell’assessore comunale dell’Aquila Fabio Pelini, di Sinistra ecologia e liberta, di Rifondazione e di numerose associazioni anche di studenti.



