L’AQUILA – Un clamoroso caso di usura è stato scoperto all’Aquila.
Come riporta l’edizione odierna del quotidiano “Il Messaggero”, a far saltar fuori tutto sono stati il reparto di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza, presso la procura della Repubblica, e il Nucleo di polizia tributaria.
Nove le persone denunciate, otto dell’Aquila e una del Rietino. I reati ipotizzati sono di associazione a delinquere finalizzata al reperimento di beni immobili in vendita da soggetti in difficoltà finanziaria o comunque disposti a fungere da fittizi utilizzatori e prestanome di società commerciali. Su indicazione della Procura, sono stati posti sotto sequestro preventivo quote sociali di aziende, conti correnti, attività commerciali e immobili.
Una ‘storiaccia’ fatta di prestiti a strozzo con tassi usurai che toccavano il 160 per cento, fatture false, drammi di imprenditori locali costretti a chiudere le attività commerciali.
A capo dell’organizzazione, sempre secondo quanto riportato dal Messaggero, ci sarebbe D.D., in grado di ‘sovrastare’ gli altri indagati grazie alla posizione di vantaggio acquisita dopo aver prestato loro dei soldi, che gli ‘strozzati’ non riuscivano a restituire: di fatto, l’uomo li costringeva a farsi aiutare nell’attività criminosa, riuscendo in questo modo a non figurare nelle operazioni.
Esempi di come il sodalizio lavorava: dopo aver prestato i soldi all’imprenditore, quest’ultimo, non potendo restituire la somma ottenuta, doveva acquistare fittiziamente un capannone e pagare l’affitto tramite leasing; in diversi casi, invece, le vittime erano obbligate a vendere al D.D. capannoni a prezzi molto più bassi rispetto al mercato, che poi lo stesso rivendeva a prezzi altissimi.
A difesa degli indagati, gli avvocati Massimo Manieri, Alessandra Spadolini e Emilio Bafile.
I nomi dei soggetti coinvolti: Euro GM Srl, Antico Forno San Biagio Srl, Agom Srl, Antico Forno San Biagio di Colangeli Lucia Snc, Il Fornaio Aquilano, l’immobile di proprietà della ditta, Mondo Car Srl.




