L’AQUILA – “I ‘cessi’ costruiteli per i vostri neuroni ancora in funzione…che scempio…”, “È inaccettabile, questa è proprio inaccettabile!!!”, “Caro Massimo, questa è una pessima idea. Nemmeno T, durante l’era T, era arrivato a tanto. Demolisci ti prego”.

Queste sono solo alcune delle decine di lamentele che si stanno accalcando l’una sull’altra sulla bacheca di Facebook del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, chiamando in causa anche il suo predecessore di centrodestra, Biagio Tempesta. Motivo del discutere? La realizzazione alla Madonna Fore, a due passi dalla chiesetta, di due bagni che saranno messi a disposizione dei visitatori.

La meta preferita degli aquilani per andare a passeggiare nel verde del capoluogo abruzzese, tra pinete e paesaggi mozzafiato, secondo centinaia di persone, dopo l’incendio di 6 e poi il sisma di 4 anni fa, rischia di essere definitivamente deturpata dalla realizzazione di una casetta in mattoni antistante la chiesetta, che conterrà i servizi igienici e spazzerà via quell’aurea di pace che contraddistingue l’intera montagna.

E se il sindaco è solito dare veloci risposte a chi polemizza e chiede informazioni, questa volta sembra che non abbia molto da controbattere, in una situazione in cui il silenzio sembra più eloquente che mai.

Dalle foto pubblicate da una lettrice si vede che un piccolo bagno già c’è, è ben nascosto tra gli alberi, e, per la donna sarebbe potuto essere “facilmente ristrutturabile”.

“Con quale criterio se ne costruiscono altri due, in mezzo al piazzale e alla strada, cementificando e sfregiando la bella vista del verde?”, chiede.

“Dov’è il cartello col nome del responsabile?”, sembra essere la domanda corale, “…..sarà stato lo stesso che ha asfaltato le aiuole del Carrefour?”, risponde qualcuno, con una evidente nota sarcastica.

Ma due nomi ci sono “Responsabile del procedimento: geometra Carlo Bolino>; progettista: geometra Roberto Tomei – tuona qualcuno – Un mistero l’importo! Ma che ricostruzione possiamo aspettarci da chi progetta o permette cose del genere! Dobbiamo impedirlo!”. Sara Ciambotti