L’AQUILA – “È ormai paradossale la situazione in cui versa la residenza universitaria ‘ex Caserma Campomizzi’. Da troppo tempo ci sono dei posti che sono rimasti vuoti a causa della cattiva gestione del Comune e dell’Azienda per il diritto agli studi universitari dell’Aquila”.
A denunciarlo è Lavinia Nepa responsabile del Blocco Studentesco Università, organizzazione studentesca di CasaPound Italia.
“Risale a circa un anno fa – spiega la Nepa – l’assegnazione da parte del Comune dell’Aquila all’Adsu della palazzina ‘E’ del complesso. Poco dopo tempo venne assegnata all’Azienda che gestisce gli alloggi
universitari, anche la palazzina ‘D’, lasciando la terza (la ‘C’) in mano alla Sge per far sì che gli sfollati che ancora alloggiavano lì non dovessero essere sgomberati, con la promessa fatta all’Adsu, di avere presto anche quest’ultimo blocco della struttura”.
“Gli occupanti sono stati invitati ad uscire più volte, ma si sono rifiutati, nonostante fosse stato loro proposto di trasferirsi alla caserma della Guardia di finanza oppure nei Map o negli appartamenti del Progetto C.a.s.e. rimasti liberi. Gli sfollati del sisma si sono sempre rifiutati, fino a che hanno lasciato finalmente la struttura, la quale doveva essere assegnata all’Adsu immediatamente. Così non è avvenuto – polemizza la Nepa – infatti ancora oggi il terzo blocco del complesso residenziale per studenti universitari è ancora in mano alla Sge”.
“Nel frattempo l’Adsu, ha emanato un bando atto ad assegnare i posti disponibili agli studenti universitari. Naturalmente non è stato possibile bandire i posti letto della palazzina ‘C’ – aggiunge la responsabile del Blocco – quindi gli studenti considerati ‘idonei’ o ‘non idonei’ nella graduatoria dell’Adsu, sono costretti ad attendere gli scorrimenti e a trovare nel frattempo una sistemazione provvisoria, oppure a cercare una sistemazione definitiva differente e a rinunciare all’alloggio presso la residenza universitaria “ex Caserma Campomizzi”.
“Gli studenti – conclude la responsabile del Blocco – sono stufi di queste cattive gestioni e dei ritardi dovuti alle lungaggini burocratiche e siamo pronti alla mobilitazione se la situazione dovesse restare quella attuale”.



