L’AQUILA – Di smart per ora c’è solo una promessa, quella di avere un tunnel sotterraneo intelligente dove correranno le reti elettrica, idrica, fognaria, telefonica e Internet.

Ad oggi invece, in superficie, L’Aquila è nel degrado dal centro alle periferie.

AbruzzoWeb ha selezionato alcune delle centinaia di foto inviate dai lettori nel corso delle ultime settimane, che tracciano un percorso indecoroso che parte dai quartieri, attraversa la città avvicinandosi alle antiche mura, le oltrepassa e approda nel cuore medievale del capoluogo.

Lattine, sporcizia di ogni genere, corrugati abbandonati, dissuasori divelti, marciapiedi in frantumi, erba alta, e pure secca, a significare che da almeno due stagioni non viene tagliata.

Spazi verdi con cumuli di buste di plastica piene di immondizia.

L’inettitudine pervade il pubblico ma anche il privato, visto che molte aree padronali non vengono minimamente manutenute nell’indifferenza delle istituzioni.

Incroci diventati pericolosi per la scarsa visibilità dovuta ai cespugli, container posizionati durante l’emergenza terremoto del 2009, inutilizzati ormai da anni, che non vengono rimossi diventando ricettacolo di sporcizia e anche pericoli, visto che a Pettino ce n’è uno con un quadro elettrico in balia di chiunque e fili scoperti.

Non fanno eccezione le istituzioni, se si considera che il parcheggio della Corte d’Appello, in via Pile, probabilmente non viene pulito dal giorno della sua inaugurazione, nell’ormai lontano 2011.

Lavori pubblici lasciati a metà si trovano poi un po’ dappertutto, con i lampioni mai installati che lasciano il posto a dei buchi a terra che diventano trappole per i pedoni.

La cartellonistica comunale, poi, negli ultimi anni sempre meno utilizzata, in molte zone è finita per diventare un monumento al degrado.

Per una ricostruzione che viene annunciata come smart, insomma, le premesse non sono esaltanti. (m.sig.)