L’AQUILA – “È stata una attività complessa che riguarda più di cento comuni, concentrata al contrasto dei reati che hanno dato più fastidio alla popolazione, cioè quelli di natura predatoria, ma anche a quelli di natura persecutoria come lo stalking. Dal 2015 L’Aquila ha cessato di essere un territorio avulso dall’accoglienza, ed ha accolto circa 400 migranti che per noi hanno rappresentato un impegno molto importante”.

Così il questore dell’Aquila, Alfonso Terribile, tracciando il bilancio di un anno di attività insieme ai dirigenti della squadra Volanti, Nicola Di Pasquale, della Mobile, Maurilio Grasso, della divisione Anticrimine, Gabriella Ligregni, dell’Ufficio Immigrazione, Giancarlo Ippoliti, e del capo di gabinetto Alessandro Gini.

Diminuiti i reati in provincia, passati dai 9.550 del 2013 ai 7375 del 2015. Diminuti i furti, nel giro di due anni passati da 4.196 a 3.281, e gli arresti complessivi, quasi dimezzati. Diminuite anche le rapine, 59 quelle registrate nel 2013, dieci in meno quelle nel 2015. Leggera la flessione dei furti ai danni degli esercizi commerciali: sono stati 314 nel 2013 e 236 nell’anno appena concluso.

Impegnativo il fronte della gestione dell’immigrazione. In provincia dell’Aquila c’è stato un aumento esponenziale dei migranti, nel 2015 sono state registrate 450 istanze di protezione internazionale, a fronte delle 52 dell’anno precedente. Gli stranieri in provincia sono 14.510, così distribuiti: 7mila in Marsica, dove a prevalere è la nazionalità marocchina, 5mila nell’Aquilano, dove sono soprattutto macedoni, e 2mila in Valle Peligna, dove prevalgono gli albanesi.

Rafforzata la presenza degli agenti sul territorio. Il dispiegamento di forze, dopo l’incremento durante la fase dell’emergenza terremoto, è tornato ad essere come quello precedente al 6 aprile 2009. Uomini e mezzi che hanno però consentito di aumentare l’attività di prevenzione, controllando più di 24mila persone nel 2015 e oltre 17mila veicoli.

Una attività ampia e complessa, ripercorsa ricordando le principali attività d’indagine svolte durante il 2015, dall’operazione Drugs in the city con la quale si è aperto l’anno e che ha svelato la forte presenza di stupefacente anche tra i giovanissimi, fino all’arresto dello stalker seriale l’8 gennaio scorso, sul quale le indagini sono andate avanti per un anno intero.

Sul fronte dell’ordine pubblico, l’adunata nazionale degli alpini di maggio e le visite del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sono stati poi tra gli eventi che hanno maggiormente tenuto impegnati gli uomini in divisa nel corso del 2015.

“La ricostruzione desta l’attenzione delle organizzazioni criminali – ha detto il questore – ma non esiste un ‘sistema L’Aquila’, altrimenti dovremmo parlare di ‘sistema’ per ciascuna delle oltre 100 province italiane. Ci sono appetiti, ma non una cupola”. “C’è un sistema inteso come modus operandi, non come organizzazione”, ha aggiunto Grasso.

Rammarico, infine, è stato espresso sempre dal capo della Mobile per la legislazione attuale che non offre la certezza della pena. “Molti stranieri nonostante vengano arrestati ci dicono che restano in Italia perché è il Paese in cui si rischia meno a compiere reati”.

La Questura sbarca intanto anche su Facebook, con una pagina attraverso la quale raccogliere segnalazioni dai cittadini ma anche fornire consigli.