L’AQUILA – Spunta l’ipotesi di un parcheggio nell’area di Murata Gigotti, nella frazione aquilana di Coppito, e dai rumors che si rincorrono da giorni sembra che sia proprio questo il motivo che ha spinto l’amministrazione comunale, guidata da Pierluigi Biondi, a far rescindere anticipatamente il contratto del casale, come deliberato dalla Giunta il 27 luglio scorso.
Le voci girano in fretta in città e questa ipotesi è arrivata anche all’orecchio del presidente provinciale del Pd, Pietro Di Stefano, che in una nota ha scritto: “Spero che siano infondate le voci che vogliono per quell’area la realizzazione dei parcheggi, in spregio persino dei vincoli, paesistico e monumentale, che vi insistono”.
A sollevare il polverone, ieri, è stata Fabiana Costanzi, responsabile Cultura del Pd e presidente del Consiglio territoriale di Partecipazione L’Aquila Centro.
“L’attuale amministrazione ha deciso di rescindere anticipatamente il contratto di locazione del casale in nome della razionalizzazione dei fitti passivi, trasferendo tutte le attività al suo interno, compresa la Protezione civile, in progetti C.a.s.e. e Map”, ha dichiarato Costanzi, aggiungendo in una nota le tante attività che da anni vengono svolte all’interno dell’area.
La presidente ha anche sottolineato che “il casale è anche la sede ufficialmente designata dall’amministrazione comunale della vecchia circoscrizione, ora Consiglio territoriale di Partecipazione, di Coppito-Pettino-Cansatessa”.
Il presidente del Ctp in questione, Giuseppe Romano, è lo stesso che, in quanto a capo dell’associazione Coppito nel cuore e nell’anima, da anni è in “lotta” con la Pro loco su vicende relative a quella stessa area. Non si è fatta attendere la replica del Ctp: “Il Parco di Murata Gigotti a Coppito non chiude affatto ma rimane nella libera disponibilità di tutti i cittadini aquilani.
La delibera di Giunta, numero 332 del 27 luglio scorso, che mi vede favorevole, riguarda infatti solo la gestione del privato Casale adiacente”, ha scritto in una nota Romano, da sempre vicino al presidente del Consiglio comunale, Roberto Tinari.
Diversi gli argomenti di scontro tra le due realtà di Coppito, prima il “presunto degrado del Parco”, poi la denuncia di postazioni “pericolose per il tiro con l’arco” e ancora, due eventi organizzati nello stesso luogo e nello stesso periodo, da cui è nato anche un contenzioso tra la Pro loco e il Comune e in ultimo la delibera di Giunta che rescinde il contratto obbligando tutte le attività alla “diaspora”.
“C’è una netta distinzione tra la gestione del Parco pubblico e il Casale che è privato – ha proseguito Romano – per il quale il Comune dell’Aquila versa, da circa dieci anni, oltre quarantamila euro di affitto l’anno, escluse le utenze, sempre a carico del Comune, per garantire la sede anche alla quinta circoscrizione che di fatto non esiste più dal 2012 in seguito alla nota riforma. Una somma esorbitante ed ingiustificata che la passata amministrazione avrebbe forse potuto convertire con lungimiranza in una proposta di acquisto dei locali o destinare ad altro”.
Anche gli anziani del Centro sociale, ospitato a Murata Gigotti, si sono opposti alla decisione del Comune: “Vogliono farci vivere la nostra vita associativa in un ghetto, non abbiamo nessuna intenzione di farci deportare in un Map”.
L’area, divenuta uno dei simboli del post-sisma 2009, anno in cui ha dato ricovero a molti sfollati aquilani, ha raggruppato, sino ad oggi, diverse associazioni di carattere sociale, ricreativo, sportivo e culturale, oltre al Centro anziani, è sede di Protezione Civile con convenzione regionale e comunale, area di accoglienza in situazioni emergenziali, ha al suo interno una biblioteca comunale di 9 mila volumi e dei ragazzi che se ne occupano tramite l’alternanza scuola lavoro, è sede di laboratori teatrali, di corali e scuole di canto, tombolo, cucina, lingue, ha il proprio gruppo storico della Perdonanza con annessa sartoria per i costumi, un gruppo arcieri e uno di suonatori di tamburo.
Ora tutto questo dovrà trasferirsi negli appartamenti delle C.a.s.e. e dei Map, per fare spazio, se dovesse essere confermato, ad un’area per i parcheggi. Una decisione destinata a far discutere. (a.c.p.)




