L’AQUILA –  “Cancellare non è mai la soluzione, soprattutto quando tale operazione è volta a riscrivere. Togliere qualcosa che ha già dimostrato valore sociale, per rimpiazzarla con un riassunto, un abstract, della grande bellezza tutt’intorno. Facciamo fatica, pertanto, a comprendere le ragioni sottese alle intenzioni dell’amministrazione”.

La Onlus Hatha Ciudad esprime in una nota tutto il suo rammarico per la decisione del Comune dell’Aquila di cancellare il murales di Joe Strummer, storico cantante dei Clash, lungo il viale di Collemaggio che dal Terminal degli autobus conduce al parco.

A nulla è valsa la petizione “Salviamo quel murale!” lanciata nei giorni scorsi dagli artisti che ha raccolto più di 500 firme: “L’amministrazione si è convinta a non cancellare l’opera, promettendo di spostarla in un altra location ancora da individuare”.

L’opera venne realizzata proprio in collaborazione con il comune in seguito al “Progetto verso una città a dimensione studente” finanziato dall’ANCI (associazione nazionale comuni italiani), nell’ambito del programma Street Art “Laboratorio di colore a cielo aperto”.  Ora verrà sostituita con una dedicata a Celestino V.

“Cancellare una storia che non è solo parte di una cultura globale, ma anche del percorso di rinascita della nostra città. Un percorso, questo, non scevro da sacrifici, investimenti, sudore della fronte di tutti coloro che, armati solo della volontà di ripartire e di trovare un nuovo spirito di comunità, hanno contribuito alla realizzazione di opere come questa” si legge nella nota.

“Cancellare un messaggio che va dritto al punto (‘restate liberi’) e condivisibile da tutti, il volto sorridente e ammiccante di un’icona contemporanea quale è stata Joe Strummer, un simbolo di resilienza, di reazione a tutto ciò che ci vorrebbe sempre fragili, indifesi, privati di sogni e speranze, capo chino sul piattume di una becera sopravvivenza. Tante persone si sono emozionate nel vedere la prima volta quell’opera, e ancora le volte successive, magari nella ricerca di qualche segno di speranza, di luce in mezzo ai tanti angoli bui che contornano il lungo e travagliato cammino verso la felicità”.

Prosegue la Onlus: “Cancellare un elemento di discontinuità rispetto agli innumerevoli simboli e messaggi più ‘conservatori’ che costellano le strade della nostra bella L’Aquila, forieri di un bagaglio di valori certamente non meno importanti, ma onnipresenti, e meno rappresentativi di una società diversificata e multiculturale che, qui ed ora, sta scrivendo nuove pagine di storia. Cancellare, dunque, un piccolo pezzettino della nostra storia contemporanea, cittadina e internazionale, per dissotterrare un progetto di più di vent’anni fa, appartenente a un’altra epoca, ad altre riflessioni e priorità, a un’altra L’Aquila”.

Hatha Ciudad ha poi definito il nuovo progetto “nato già vecchio e del tutto inutile, immotivatamente dispendioso di risorse pubbliche e avallato inaudita altera parte” rimarcando il fatto che “la realizzazione del murale di Joe Strummer fu autorizzata proprio dall’amministrazione comunale e organizzata da Hatha Ciudad Onlus. Il progetto ha richiesto l’investimento di tempo, energie, risorse economiche. Trattandosi di un’opera di street art, cioè, non possono non considerarsi i diritti di proprietà intellettuale degli autori e gli interessi legittimi di tutti coloro che a vario titolo hanno voluto contribuire alla sua realizzazione. Ebbene, nessuna di queste belle persone è stata raggiunta dall’amministrazione, che non ha concesso udienze o confronti di sorta”

“Indorare la pillola, promettendo lo spostamento dell’opera in una sede ancora da individuare, non basta e mai potrà rispondere compiutamente a queste e ad altre considerazioni assolutamente dirimenti”.

“E allora, questo nuovo progetto, cui prodest? Non agli aquilani, che già conoscono la storia e la bellezza del capoluogo e della regione tutta; non ai ‘forestieri’, che se sono a L’Aquila, evidentemente, sanno già cosa aspettarsi e imparano ben presto che la città non ha bisogno di presentazioni. Il depliant su muro gioverà sicuramente a qualcuno, ma per altri motivi, per altre finalità, che non c’è bisogno di riportare in questa sede”.

“Siamo convinti che le vere ragioni a sostegno di tale progetto siano sotto gli occhi di tutta la cittadinanza. Riflettiamo dunque su quello che è il valore estetico, storico, culturale e sociale, prima ancora che politico, di un murale di fronte a una delle porte di accesso a L’Aquila bella mé. La modernità e la tensione verso il futuro di una città passano anche attraverso queste riflessioni. Immota manet, certo. Ma, se proprio non possiamo restare fermi, tanto vale muoversi in avanti, e non all’indietro. Si precisa che l’intero progetto è stato realizzato con meno di 2.000 euro”, conclude la nota.