L’AQUILA – “Avendo preso atto della pubblicazione all’albo pretorio e sul sito internet del Comune dell’Aquila del calendario delle prove scritte per il concorso da dirigente amministrativo, e avendo avuto riscontro di ulteriori assunzioni a vario titolo, ci siamo posti un problema: l’amministrazione comunale ha messo a rischio il rispetto della normativa che riguarda i limiti all’assunzione di personale?”
A chiederselo sono i consiglieri comunali del gruppo Movimento per le autonomie, Emanuele Imprudente e Antonello Passacantando.
“Per questa ragione – continuano i due consiglieri in u comunicato – abbiamo depositato un’interrogazione, che sarà discussa nel corso di un prossimo Consiglio comunale, allo scopo di sapere se il Comune dell’Aquila abbia osservato le leggi vigenti e per conoscere i dati utilizzati per la determinazione degli indicatori di spesa previsti per queste assunzioni”.
“In questo caso in particolare – continuano Imprudente e Passacantando – è bene che il sindaco, la Giunta e segnatamente l’assessore alle Risorse umane ricordino quanto riportato nella relazione che ha fatto seguito all’attività ispettiva svolta dal Ministero dell’Economia nel 2011 e i rilievi formulati dall’ispettore in ordine ai precari equilibri finanziari del Comune, oltre che alla presunta illegittimità di alcune procedure che hanno dato origine a spese per le quali è stato chiesto espressamente che l’amministrazione provveda a richiedere le somme corrispondenti”.
“Già a partire dallo scorso anno – spiegano i due – è vietato agli Enti, nei quali l’incidenza delle spese di personale sia pari o superiore al 50 per cento delle spese correnti, procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale. I restanti Enti possono procedere ad assunzioni nel limite del 20 per cento della spesa di coloro che sono cessati nell’anno precedente; ai fini del computo di queste percentuali si devono calcolano le spese sostenute anche dalle società partecipate: su tali aspetti è intervenuta anche la sezione Autonomie della Corte dei conti”.
“La nostra interrogazione – concludono Imprudente e Passacantando – mira a fare luce su queste situazioni, considerato che la violazione dei divieti alle assunzioni, qualora si superino i limiti di spesa indicati nelle leggi, oltre a comportare specifiche sanzioni e possibili responsabilità patrimoniali, potrebbe incidere sulle legittime aspettative di coloro che, in totale buona fede, fanno affidamento su possibili percorsi di carriera che, qualora la norma fosse violata, risulterebbero seriamente compromessi”.




