VILLETTA BARREA – C’è una svolta nella vicenda giudiziaria nata in seguito alla morte di Arcangelo Colantoni, l’uomo di 49 anni originario di Villetta Barrea (L’Aquila), trovato senza vita nella campagne aquilane alcuni giorni dopo la sua fuga dall’ospedale San Salvatore dell’Aquila.
Stando a quanto riporta Il Centro, il gip Marco Billi ha accolto l’istanza dei familiari dell’uomo contro la richiesta di archiviazione del pm David Mancini.
Adesso al gip spetta di decidere se archiviare la vicenda o rimandare gli atti alla procura per eventuali nuove richieste, in base a quanto prospettato dalla parte lesa riguardo il personale medico e paramedico che l’ha tenuto in cura durante la permanenza nell’ospedale aquilano e la persona alla quale il boscaiolo aveva bussato per chiedere aiuto prima di morire.
I familiari di Colantoni, in particolare, accusano medici e infermieri di abbandono di persona incapace, con l’aggravante della morte, mentre nei confronti delle persone che l’uomo ha incontrato durante il suo allontanamento dall’ospedale, si profila l’omissione di soccorso.
I fatti sono accaduti a luglio dello scorso anno. Colantoni, dopo essere stato ricoverato in ospedale a Castel di Sangro per trauma facciale in seguito a una caduta, fu trasferito al San Salvatore dell’Aquila.
Dopo un giorno nel reparto di Neurochirurgia, l’uomo si diede alla fuga di notte, in pigiama e ciabatte. A scoprire quanto accaduto fu, la mattina, un’infermiera.
Le ricerche, da parte dei parenti e dei carabinieri, portarono al ritrovamento dell’uomo ormai senza vita, 5 giorni dopo la sua scomparsa, nei pressi del campo sportivo di Arischia.




