L’AQUILA – Restano indagati per omicidio colposo 14 medici dell’ospedale San Salvatore implicati nella morte di un paziente teramano, Valeriano Mezzagatti, che nel 2007 fu ricoverato nel nosocomio del capoluogo per un intervento di laparoscopia a seguito di una diagnosi di neoplasia ma che morì dopo tre mesi di sofferenze e sette operazioni.
Il Gip dell’Aquila Marco Billi, infatti, ha riaperto l’inchiesta, respingendo la richiesta di archiviazione, per far luce sul decesso dell’uomo, che all’epoca dei fatti aveva 67 anni. La causa della morte fu un’infezione che si scatenò a seguito del primo intervento.
A rivelarlo è il quotidiano Il Centro.
i 14 professionisti sono: Mauro Di Marco, Daniele Centi, Zoi Gleni, Roberto Vicentini, Adelmo Antonucci, Giulio Mancinelli, Alessandro Ambrosio, Marcello Marotta, Daniela Lorusso, Francesco Vacca, Pierfrancesco Fusco, Giovanni Arrigoni, Sara Visconti e Fabrizio Marzilli.
Il giudice ha annullato una prima perizia che scagionava medici, chirurghi e anestesisti perchè, stando a quanto riferisce il quotidiano, “trascurava di esaminare sia il tratto di intestino asportato al paziente, prima che morisse di setticemia, sia i vetrini con i reperti”.
Nemmeno una seconda perizia, che riconosce la morte per setticemia, riconducibile all’ambiente non sterile della sala operatoria, ha convinto il Gip che ha negato l’archiviazione del caso e disposto per il 18 febbraio l’udienza decisiva per l’inchiesta, nel corso della quale verranno disposti eventuali archiviazioni o rinvii a giudizio.





