L’AQUILA – Un’”idea azzardata” quella di costruire una minicittà al Torrione, che andrà a “finire male come tutte le iniziative commerciali dell’Aquilano”.
Ne è convinto Michele Morelli, proprietario del Gran Caffè dell’Aquila, che non nasconde la sua disillusione nei confronti di idee innovative per il capoluogo, come quella del maxi centro polifunzionale “Papa Celestino V” proposta dall’imprenditore romano Mario Manganaro: una città nella città con locali notturni, outlet, bar, appartamenti e ristoranti tradizionali ed etnici aperti 16 ore su 24.
“Non c’è utenza all’Aquila per poter contemplare un’idea simile a quella realizzata a Val Montone – dice – e poi sarebbe impossibile unire nello stesso posto locali notturni e appartamenti dove vivono delle famiglie”.
Andrebbe a finire “come viale della Croce Rossa”, secondo Morelli, “aperta per tre anni con locali e negozi e poi chiusa in coincidenza della riapertura del centro storico, grave errore anche quello – precisa ancora – Manganaro, che non conosco personalmente, forse non si rende conto della situazione aquilana. Lo invito a fare una riunione con i gestori dei locali”.
Morelli sta per iniziare una nuova avventura negli Stati Uniti: un nuovo bar nel centro di Filadelfia, dove si trova attualmente per sbrigare le ultime pratiche e anche per questo, non trasferirebbe “mai l’attività aquilana nel maxicentro polifunzionale”.
“Inaugurerò il mio bar il prossimo ottobre – spiega – sarà un locale di 400 metri quadrati, distribuito su due piani, in tutto simile al Gran Caffè. Produrrà caffè e gelato italiano e venderà prodotti tipici abruzzesi al suo interno. Inoltre, sto lavorando in accordo con alcune aziende per creare una piattaforma commerciale di prodotti della nostra regione che verranno distribuiti a Filadelfia”.
Una scelta radicale e coraggiosa, quella di Morelli, che preferisce non rispondere alla domanda sulla sorte del bar aquilano che resta quindi aperto, nonostante i lavori per la realizzazione di un’attività gemella a stelle e strisce.
“All’Aquila le attività sono abbandonate a loro stesse, mi sento di dire solo questo – conclude – Non voglio più polemizzare con l’amministrazione, sono stufo”.



