L’AQUILA – Esposto alla procura della Repubblica dell’Aquila per la gestione del servizio mensa per i terremotati residenti nell’ex caserma Campomizzi e nella scuola della Guardia di Finanza.

A presentarlo è stata la ditta romana Essebi, difesa dall’avvocato Fausto Corti, come rivela il quotidiano Il Messaggero.

La denuncia nasce dopo la proroga del servizio mensa (febbraio 2010 e marzo 2010) concessa dalla struttura commissariale al consorzio “Orgoglio aquilano” ai sensi dell’Opcm 3833: un atto contro il quale si oppose la capitolina Essebi “perché incarichi a tempo indeterminato” scrive il quotidiano.

Dopo il successo dei ricorsi davanti al Tar e al Consiglio di Stato, stando all’esposto della Essebi, il commissario delegato invece di bandire una gara d’appalto avrebbe assegnato il servizio mensa, attraverso un’apposita convenzione, all’Adsu (Azienda per il diritto agli studi universitari, un ente strumentale della Regione), escludendo il consorzio “Orgoglio aquilano”.

Il servizio pasti alla Campomizzi e alla Finanza sarebbe poi stato affidato, anche in questo caso senza gara, alle aziende Slem srl e Pap srl.

L’affidamento diretto, ai sensi dell’Opcm, sarebbe avvenuto in maniera diretta in virtù della proroga del regime di emergenza.

Attualmente alla Campomizzi non risiedono più gli sfollati ma gli studenti universitari fuori sede, mentre nelle palazzine della scuola ispettori delle fiamme gialle (report del 14 marzo 2012) sono ospitate 146 persone.

Secondo la Essebi l’affidamento all’Adsu “avrebbe comportato un aumento dei costi per il commissario delegato” con il costo per le tre portate giornaliere che sarebbe passato da 12,98 euro ai 14,60; somme a cui si devono aggiungere le spese  di pulizia, utenza e manutenzione della mensa che nel 2011 hanno comportato un esborso di 68 mila euro.