L’AQUILA – “L’assessore Stefania Pezzopane ha accusato me ed il mio assistito di aver rilasciato dichiarazioni mendaci, ma saremo noi a querelare lei e a chiedere i danni”.
Sono queste le parole dure di Fausto Corti, avvocato di Paolo Pecilli, autore dell’esposto contro la gara d’appalto delle mense scolastiche Aquilane e membro del consorzio Orgoglio Aquilano.
Nel locale Oro Rosso alla Fontana Luminosa, Corti ha illustrato i dettagli dell’esposto presentato per presunte irregolarità del Comune dell’Aquila nella gara d’appalto per la distribuzione dei pasti nelle mense scolastiche, dalla quale sono rimaste escluse la società consorzio “Orgoglio Aquilano” e la ditta “Essebi” per il servizio che è stato affidato alla societàà “Vivenda srl”.
“Ci troviamo di fronte a un’irregolarità macroscopica – afferma l’avvocato Corti – riguardo la gara d’appalto svoltasi nel 2008 per il servizio delle mense scolastiche del Comune Aquilano. Il periodo preso in considerazione è il 2008 – 2011”.
“Fino al 2010 – spiega – la Società Vivenda forniva il servizio in monorazione e multirazione e il prezzo di ogni songolo pasto era di 3 euro 40 centesimi. Il contratto afferma specificatamente che, qualora il servizio fosse stato modificato a solo multirazione, allora il prezzo sarebbe sceso. Per l’anno scolastico del 2010 – 2011, invece, proprio quando a settembre gli è stato affidato il servizio in proroga, il servizio è diventato solo multirazione e a ottobre 2010 il prezzo del pasto, anziché diminuire, è aumentato di un euro e 20 centesimi. Siamo di fronte a una visibile incongruenza”.
Un altro argomento caldo per Corti, sono gli acquisti fatti dal Comune dell’Aquila alla Vivenda stessa.
“Secondo il contratto – spiega – il Comune aveva a disposizione 220 mila euro dal 2008 al 2010, e altri 110 mila euro per acquistare attrezzature aggiuntive al servizio già fornito dalla Vivenda, per un totale di 330 mila euro”.
“Dagli atti – prosegue – risulta che il 15 marzo 2011 sono stati acquistati al prezzo di mille 828 euro, 10 carrelli termici nonostante sul contratto fosse scritto esplicitamente che la società avrebbe stanziato ‘l’impiego presso ciascun terminale di specifici carrelli termici bagnomaria ideali per la distribuzione ai tavoli dei pasti’”.
“Così come i carrelli – continua l’avvocato Corti – sono stati acquistati senza bisogno anche 20 fax e 14 cestini portarifiuti. I fax, nonostante fossero messi al servizio delle scuole, infatti, il comune ha deciso di comprarli a 224 euro l’uno, per un totale di 13 mila 440 euro, mentre i cestini sono costati in tutto 2 mila 217 euro”.
Insieme a queste forniture già comprese nei servizi della Società Vivenda, il comune dell’Aquila ha acquistato altri beni aggiuntivi a un costo superiore a quello proposto dalla Vivenda. È il caso dei gazebo, che “a un prezzo iniziale di 3 mila 900 euro cadauno, sono stati acquistati a 6 mila 480 euro, lo stesso vale per le zanzariere e le fotocopiatrici. Le prima sarebbero dovute costare 30 euro l’una e invece sono state pagate 1760 euro l’una, mentre le fotocopiatrici, a fronte di 458 euro, sono state pagate mille e 820 euro”.
“Ora – conclude Corti – visto che la Pezzopane ha minacciato di querelare tutti noi per dichiarazioni mendaci, adesso, carte alla mano, siamo noi a querelare lei”.





