L’AQUILA – Sono circa duecento, tra lettere raccomandate e assicurate, il bottino del furto messo a segno due notti fa al Centro operativo postale (Cpo) di Centi Colella.
A sostenerlo è il quotidiano Il Messaggero, secondo il quale il colpo sarebbe stato messo a segno da una banda specializzata proveniente dalla Campania.
Obiettivo della banda sarebbero stati carte di credito, assegni postali e tagliandi assicurativi contenuti nelle buste assicurate, mentre stando a quanto riporta il quotidiano non sarebbe stato portavo via alcun atto giudiziario, come pure era stato ipotizzato nelle prime ore, ma solamente alcune relate di notifica.
Atti al sicuro, insomma, perchè gli atti vengono preparati, “confezionati” scrive Il Messaggero, in tribunale e in procura e poi inviati.
Resta l’anomalia di un furto commesso da persone che sapevano dove e cosa cercare, dal momento che altri oggetti presenti negli uffici, come pc e materiali informatici, sono stati lasciati sul posto.
Dopo la scoperta del fatto un’autista di Poste italiane, che arrivando al Cpo ha notato la porta forzata, avvertendo la Polizia postale. Poco dopo l’intervento degli agenti della Squadra volante e della mobile. Sul posto sono giunti anche gli specialisti della Scientifica ma sembra che non ci siano tracce dei malviventi.
Gli inquirenti non escludono che la banda abbia pedinato i movimenti di lavoratori e operatori del Centro poostale prima di intervenire nella struttura, dove nelle ore notturne entra in funzione un sistema di videosorveglianza ma non ci sono addetti alla sicurezza per sorvegliarlo.






