L’AQUILA – “Sono convinto che, nel prendere la decisione, il comandante della polizia municipale, Eugenio Vendrame, abbia agito seguendo il dettato della sua coscienza. Tuttavia sono persuaso che rappresenti un esercizio di moralismo fuori luogo l’aver impedito ai Verdi di affiggere degli striscioni con su scritta una delle frasi ‘celebri’ sull’Italia del presidente del Consiglio dei ministri, Berlusconi, perché contenente delle parole poco ortodosse”.
Il consigliere comunale Enrico Perilli commenta così la decisione della polizia Municipale dell’Aquila di sospendere l’affissione di un manifesto dei Verdi contro il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel quale vengono riportate le testuali parole che il premier ha pronunciato lo scorso 13 luglio in una telefonata intercettata con l’ex direttore dell’Avanti, Valter Lavitola: “Io tra qualche mese me ne vado per i cazzi miei… E vado via da questo paese di merda”, la frase.
“’L’Italia è un Paese di m…’ è un’espressione coniata dal Capo di Governo della stessa nazione che lui ha insultato – scrive Perilli in una nota – E i Verdi, con la condivisibile scelta di rendere partecipe tutti i cittadini di questa affermazione, miravano proprio a una campagna di sensibilizzazione attraverso una citazione precisa, peraltro riportata nei verbali delle intercettazioni. Lui ha utilizzato questo termine e gli Italiani lo devono sapere. La libertà di pensiero e di espressione, sancita dalla Costituzione, va tutelata, non compromessa. Mi auguro che il Comandante dei vigili urbani faccia un passo indietro e non ostacoli quella che sta per diventare una vera e propria operazione verità”.
“In caso contrario – conclude Perilli – faccio appello al sindaco, affinché si adoperi per il rispetto delle garanzie di libertà che appartengono a tutti i cittadini”.





