L’AQUILA – In vista della riapertura delle scuole e dell’imminente anno scolastico 2017-2018 alle porte, si deve far chiarezza sulla situazione delle strutture che ospiteranno i giovani aquilani, in termini di sicurezza, agibilità e vulnerabilità sismica.
Lo chiedono i consiglieri comunali Angelo Mancini, capogruppo di L’Aquila Sicurezza e lavoro ed ex preside del liceo Domenico Cotugno, e Giustino Masciocco, capogruppo di Articolo Uno.
Ad accendere i riflettori sulla questione, è stato il “caso Cotugno”, uno degli Istituti d’istruzione superiore con il maggior numero di iscritti dell’Aquila, che secondo alcuni genitori, successivamente riuniti in un Comitato, non rispetterebbe gli indici di vulnerabilità, nonostante sia stato dichiarato agibile.
Gli stessi studenti torneranno sui banchi di due strutture diverse: alcune classi nell’edificio di Pettino (con indice di vulnerabilità pari allo 0,26) e altre verranno ospitate, come l’anno scorso, dall’Itis (con un indice più basso: 0,17), nella zona di Colle sapone.
“In sede di campagna elettorale si è puntato molto su questo argomento, sia da parte del centrodestra, che del centrosinistra – ha spiegato Mancini durante una conferenza stampa – ma adesso ci ritroviamo esattamente nella stessa situazione dell’anno scorso. Cosa è cambiato?”.
“Parliamo di scuole di competenza della Provincia, la cui situazione è stata portata anche all’attenzione del Comune, vista l’importanza e la sensibilità del problema ed è stato argomento chiave delle elezioni amministrative di giugno”.
“Non vorremmo che si sia fatta solo demagogia sul tema, approfittando della paura dei genitori per prendere qualche voto in più – ha proseguito l’ex dirigente scolastico – questo sarebbe vergognoso”.
D’accordo anche Masciocco, che ha rincarato la dose: “Se così fosse, ci troveremmo di fronte ad un uso criminale del problema della sicurezza dei nostri ragazzi”.
Passando alle scuole di competenza del Comune, materne, elementari e medie, la situazione non è migliore: “I finanziamenti ci sono – ha assicurato Mancini – ma le scuole non hanno mai avuto davvero una priorità per l’amministrazione”.
“Sono state fatte 2 determine dirigenziali, nel dicembre 2016, – ha proseguito – per affidare lavori di indagine geologica e verifica di vulnerabilità sismica di tutte le scuole comunali. Si tratta di 4 scuole in cemento armato, per un totale di 73mila euro e 6 edifici in muratura da 70mila euro, ma ad oggi ci sono soltanto i risultati delle analisi geologiche”.
Nel suo programma Pierluigi Biondi, oggi sindaco dell’Aquila, aveva parlato più volte della questione e di un piano straordinario per la sicurezza degli edifici scolastici da effettuare nell’immediato, con la ricognizione di eventuali strutture disponibili a ospitare le scuole che non avessero superato le verifiche.
“Quali sono gli spazi disponibili oggi? – hanno chiesto, infine, Mancini e Masciocco – gli studenti aquilani rientreranno davvero in strutture sicure? Su questo deve essere fatta chiarezza immediatamente, il tempo stringe”.
Ieri, intanto, dalla riunione tra Biondi, il presidente della Provincia, Angelo Caruso, e il consigliere provinciale delegato all’edilizia scolastica, Vincenzo Calvisi, è emerso che 30 aule del polo scolastico di via Acquasanta saranno messe a disposizione delle classi del liceo classico ma che l’obiettivo di lungo periodo è quello della ricostruzione ex novo di tutte le scuole provinciali, per questo l’ex Optimes sarà utilizzata per la realizzazione di una struttura strategica territoriale nella quale far ruotare la popolazione scolastica proveniente dagli edifici oggetto di vari interventi nel corso degli anni.



