L’AQUILA – Con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, il Tribunale dell’Aquila presieduto da Giuseppe Romano Gargarella, ha condannato alla pena di 2 anni di reclusione, pena sospesa, un medico aquilano di 38 anni.
Secondo l’accusa – riporta Il Messaggero – l’imputato, per futili motivi, avrebbe sottoposto a maltrattamenti la compagna convivente, anche lei 38enne dell’Aquila, insultandola e minacciandola con espressioni offensive attraverso la rottura suppellettili domestiche, arrivando in alcuni casi ad aggredirla davanti alla figlia minorenne.
Tra gli episodi che l’accusa contesta al medico, quello del giugno 2020 quando la parte offesa dopo aver scoperto una chat del compagno dal contenuto erotico sarebbe stata dallo stesso aggredita verbalmente e successivamente afferrata per i capelli spingendole la testa contro il muro.
A luglio 2021 transitando in auto nei pressi della caserma Pasquali l’imputato avrebbe fatto scendere la compagna affermando che si sarebbe dovuta guadagnare 20 euro a prestazione sessuale. Successivamente, secondo l’accusa, le avrebbe strappato la borsa dalle mani buttandola dal finestrino lato guida poi aperto lo sportello lato passeggero l’avrebbe spinta fuori dall’auto in movimento facendola cadere a terra allontanandosi, per tornare dopo poco. Altro episodio le lesioni provocate alla donna sul viso, raggiunta da una scarpa. A seguire i presunti tentativi di avere rapporti sessuali con la parte offesa altrimenti sarebbe andato con “altre cento più belle”.





