L’AQUILA – “Sulla zona franca, Massimo Cialente, mente sapendo di mentire!”

Ad affermarlo è Alfonso Magliocco, coordinatore provinciale del Pdl (Popolo delle Libertà).

“Ha ammesso pubblicamente – tuona Magliocco – di non essersi mai occupato personalmente del problema e di averlo delegato ad altri fino al consiglio comunale di Bruxelles. Oggi, in pieno ‘delirio elettorale’ dispensa notizie prive di ogni fondamento. Eppure, a Bruxelles e in vari interventi Gianfranco Giuliante, carte alla mano, aveva ricostruito puntualmente la vicenda che per futili motivi elettoralistici e per errori grossolani veniva travisata ad hoc”.

“Dichiarare oggi – prosegue l’esponente Pdl – che i 90 milioni di euro del de minimis non potranno essere sbloccati se il Governo non ritirerà la richiesta per la Zfu (zona franca urbana) é al di fuori di ogni realtà. E sono sempre le carte a dimostrarlo: le autorità italiane comunicano (alla Commissione Europea), si da ora, l’impegno a dare attuazione in de minimis agli interventi di sostegno previsti dalla misura la quale conserverà l’attuale denominazione di Zona franca L’Aquila, pur dovendosi considerare, conseguentemente, ritirata la notifica in oggetto (richiesta di Zfu) e lo fanno in data 23 novembre 2011”.

“Si tratta di un documento ufficiale – spiega – del ministero dello Sviluppo Economico indirizzato alla Commissione Europea. Già da novembre, quindi, la verità era conosciuta da tutti e soltanto il protagonismo elettorale di alcuni l’ha resa inaccessibile ai cittadini aquilani. Molti sapevano da anni che lo strumento della Zfu non poteva trovare applicazione all’Aquila perchè priva di quegli indicatori socio-economici (la cui valutazione oggettiva non permetteva deroga alcuna) indispensabili per l’ottenimento della stessa”.

“Ha ragione Vittorio Festuccia  – conclude Magliocco – quando, implicitamente citando Giuliante, afferma che il de minimis poteva essere applicato già dal 7 aprile, ma si é preferito percorrere strade diverse. Oggi tutti si ergono a dispensatori di verità mentre il silenzio di ieri ha provocato e sta provocando danni incalcolabili alla nostra economia e alla nostra città, mettendo in ginocchio le imprese già provate da una crisi profonda e dall’insipienza di chi, oggi, si ripropone al governo di questa città”.