L’AQUILA – Il gip del tribunale dell’Aquila Guendalina Buccella ha respinto cinque misure interdittive chieste dal pm Simonetta Ciccarelli nell’ambito dell’inchiesta della procura dell’Aquila sull’appalto per le opere di consolidamento post sisma del ponte sul fiume Aterno in località Borgo Rivera all’Aquila (“Madonna del ponte”), lungo la strada 615 per Monteluco, di proprietà della Provincia.

Si tratta di tre dei quattro funzionari della Provincia dell’Aquila per i quali era stata chiesta l’interdizione per sei mesi dall’esercizio dei pubblici uffici: Antonio Rosanò, Marco Zaccagnini e Giuseppe Fiaschetti. Il quarto indagato, Francesco Fucetola, non è stato oggetto della istanza perché già in pensione.

Poi, l’imprenditore Luigi Palmerini, su cui pendeva il divieto per sei mesi dell’esercizio di imprese “e/o” uffici direttivi di persone giuridiche; infine, la ditta aquilana Cogea, che ha vinto l’appalto incriminato, sulla quale c’era la richiesta di interdizione a contrarre rapporti con la pubblica amministrazione.

L’epilogo di stamani segna un round per le difese.

Nell’ambito dell’inchiesta è indagato anche l’altro imprenditore Italo Cipolloni, rappresentante legale della Sondedile Srl, ditta subapplatatrice dei lavori.

Secondo l’accusa, per le opere di consolidamento sarebbero stati eseguiti lavori di importo inferiore a quello stanziato e finanziato.
L’inchiesta è partita a seguito della remissione dell’incarico da parte del collaudatore incaricato della verifica tecnico-amministrativa delle strutture consolidate.

Il tecnico lasciò l’incarico per mancanza del deposito degli elaborati strutturali al Genio civile e del previsto collaudo statico.

Le ipotesi di reato sono quelle di truffa e, tranne che per Cipolloni, di abuso d’ufficio. Nei giorni scorsi, lo stesso gip, malgrado l’opposizione del pm, ha autorizzato l’incidente probatorio, per il quale ieri è iniziata l’attività peritale.